sabato 25 maggio 2019

Il Po al centro dell'estate 2019 in Monferrato

I comunicati diramati dall'Associazione AMICI DEL PO di Casale Monferrato annunciano le date di consuete e nuove iniziative in programma quest'estate su rive e flutti del fiume.

GALLEGGIA (O) NON GALLEGGIA ? L'edizione 2019 dell carnevale acquatico è in programma per domenica 14 luglio. Dal mattino sul prato dell'imbarcadero di viale lungo Po Gramsci in centinaia si adopereranno nella preparazione di imbarcazioni destinate, nel pomeriggio, a rispondere alla domanda che è il nome stesso della manifestazione. Utilizzando solo cartone e scotch da imballaggi forniti dagli organizzatori bisogna costruire una barca in grado di percorrere galleggiando 200-300 metri sul più grande fiume d'Italia, il tutto remando davanti a qualche migliaio di persone urlanti. Facile no? Le principali novità di #Galleggia19 (questo l'hashtag ufficiale) sono due ed entrambe volte a stimolare la fantasia dei partecipanti nella creazione di sketch e allegorie galleggianti: la possibilità di salire in barca in quanti si vuole (abolito il numero massimo di 4 marinai a bordo) e di organizzare discese di gruppo, cioè di 2 o più squadre insieme e contemporaneamenteLe iscrizioni alla kermesse assolutamente non competitiva e con ogni agonismo messo al bando verranno aperte sabato 1 giugno e qualche giorno prima il regolamento sarà pubblicato sul sito www.amicidelpocasale.it
IL PO IN BARCÈ E BICICLETTA Proposta domenica 16 giugno e domenica 1 settembre, l'iniziativa è organizzata dagli Amici del Po di Casale Monferrato in collaborazione con Fiab Monferrato. Nel tour di andata e ritorno da Casale Monferrato a Torre d’Isola (Valmacca), sul fiume in barcè, accompagnati dagli Amici del Po, sulle sue sponde in bicicletta, con la guida degli incaricati di Fiab, i partecipanti, adulti e bambini, vivranno una completa esperienza nell tratto monferrino del Po senza doversi preoccupare di nulla: dalla colazione al pranzo fino alle bevande e alle biciclette penseranno gli organizzatori. Lungo il tragitto, di circa 30 km in tutto e che si concluderà al luogo di partenza nel tardo pomeriggio, i ciclisti si scambieranno di posto con i passeggeri delle barche e viceversa, cosicché tutti abbiano la possibilità di osservare e vivere lo stesso tratto di fiume da due differenti prospettive. Con l’edizione 2019 è proposta anche la visita al Centro di interpretazione del paesaggio del Po a Frassineto Po. Il ritrovo per la partenza è fissato alle 8 presso la sede dell'Associazione Amici del Po a Casale Monferrato, in viale Morozzo San Michele 3. Il ritorno è previsto nel tardo pomeriggio nella stessa sede. Si potrà partecipare con bicicletta di proprietà oppure con un mezzo fornito dagli organizzatori. Si consiglia abbigliamento e scarpe comode, crema solare e berretto per ripararsi dal sole. L’iniziativa sarà seguita da una piccola pattuglia di addetti della sezione CRI di Casale Monferrato in bicicletta che vigileranno sulla sicurezza di tutti i partecipanti. In caso di maltempo o di condizioni di fiume impraticabile, il programma della giornata potrebbe subire modifiche o rinvii. Per gli adulti la quota di partecipazione pranzo incluso è di 25 euro, 15 euro per gli under 18, 10 euro per gli under 12. L’evento è riservato ai tesserati Amici del Po. I maggiorenni potranno sottoscrivere il tesseramento anche il giorno stesso dell’evento al costo di 10 euro a persona (i minori non devono tesserarsi) ed è indispensabile la prenotazione al 366 5343221 (Gianfranco). 

venerdì 3 maggio 2019

La "grande" storia del mondo antico, moderno e attuale

Fino al 9 giugno 2019 a Vercelli è in esposizione un documento tra i più importanti del mondo...
La Magna Charta Libertatum è un trattato di pace, siglato il 15 giugno 1215 tra il re e i baroni, con cui venne sancito che tutti avevano diritto ad un processo equo e nessuno era al di sopra della legge, neanche il sovrano, tenuto al rispetto delle libertà dei sudditi.  Un atto confermato, con alcune modifiche e integrazioni (nell'immagine a lato, l'atto del 1225 conservato all'Archivio Nazionale inglese) fino alla stesura definitiva, stilata nel 1297, con l'editto del 1300 venne stabilito che fosse trascritto in copie consegnate a tutte le contee affinché gli sceriffi ne applicassero i dettami e, durante le assemblee dei tribunali, il testo venisse letto pubblicamente almeno quattro volte all'anno, rappresenta il primo documento che enuclea i diritti fondamentali dei cittadini di uno stato, all'epoca il regno feudale inglese, e ad esso si sono ispirate le costituzioni delle moderne nazioni democratiche e la vigente dichiarazione universale dei diritti umani.
Nel 1216 alla revisione dell'atto siglato l'anno prima dal re Giovanni "Senzaterra" ebbe ruolo importante il cardinale vercellese Guala Bicchieri, un esperto di giurisprudenza formatosi alla schola eusebiana, fondata nella diocesi piemontese dai suoi predecessori, perciò nominato tutore del giovane Enrico III, appena succeduto al trono, e come legato pontificio inviato a supervisionare il "perfezionamento" della carta inglese. Per i suoi meriti nella missione, il cardinale fu lautamente ricompensato con l’assegnazione delle rendite dell'abbazia di Saint Andrew a Chesterton - Cambridge, e nella propria diocesi, a Vercelli, nel 1219 avviò la costruzione della basilica di Sant'Andrea, affidandone l’opera alla congregazione dell’abazia di San Vittore a Parigi. Un gruppo di monaci guidati da Tommaso Gallo, docente di teologia alla Sorbona, si trasferì nella città piemontese e vi edificò la cattedrale e l’annesso ospitale per i pellegrini sul modello delle magnifiche architetture che in quel periodo sorgevano all'Île-de-France, tra cui la celebre Notre Dame.
A commemorare l'8° centenario della fondazione del complesso, uno dei primi esemplari di gotico italiano, una copia originale di una delle versioni della Magna Charta quest’anno è presentata in esposizione a Vercelli nella mostra allestita presso il Polo ARCA, l'ex-chiesa di San Marco. L'allestimento la propone insieme ad alcuni ritratti del cardinale, in particolare due quadri dipinti nel XIII secolo, e oggetti di sua proprietà, in particolare il suo stupendo baule da viaggio, un elegante cofano di legno decorato con capolavori d'arte orafa, in cui lui trasportava i propri bagagli più preziosi, probabilmente dall'Inghilterra anche dei manoscritti che oggi fanno parte del patrimonio della Biblioteca Capitolare e del Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli.
La Magna Charta: Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento è una mostra diffusa, che si estende anche in un percorso tematico di visite alla basilica di Sant’Andrea e nei cittadini Archivio di Stato, Museo Francesco Borgogna, Museo Leone e Museo del Tesoro del Duomo, dove è in esposizione permanente il Vercelli Book e per l’occasione è presentata la rassegna Il Mappamondo di Vercelli e le donazioni dei canonici nel XIII secolonel cui ambito sono organizzate le seguenti iniziative: 
venerdì 3 maggio, h 17 esposizione delle pergamene didattiche dello studium eusebiano e presentazione degli atti dell’incontro internazionale di studio sul tema Ordinare il mondo. Diagrammi e simboli nelle pergamene di Vercelli, con l’intervento di Martina Bagnoli, direttore delle Gallerie Estensi, sul tema de Il pensiero grafico nella cultura medievale 
sabato 11 maggio, h 15,30  la ricercatrice e saggista Elena Percivaldi illustrerà due mappamondi medievali, quello di Vercelli e quello di Hereford, confrontandone le raffigurazioni nella relazione intitolata Dalla terra al cielo: geografia, astronomia e fantasia
20 maggio il professor Massimo Miglietta, docente di diritto romano all’Università di Trento, descriverà i testi di alcuni manoscritti conservati nell'Archivio e che testimoniano L’insegnamento del diritto nello studium di Vercelli.

Nel 1225 contestualmente alla versione riveduta e corretta della Magna Charta venne promulgata anche la CHARTER OF THE FORESTcioè delle terre coperte da boschi e anche di pascoli e terreni fertili, che costituivano un dominio reale. Tra queste, in particolare, la rinomata foresta di Sherwood, che Enrico II aveva ereditato dal padre, Giovanni Senzaterra, reggente e successore del fratello, Riccardo Cuor di Leone, e oggetto di contesa tra il re e i ribelli... tra cui il leggendario Robin Hood! Collegata e allegata alla MAGNA CHARTA LIBERTATUM - CARTA DELLE LIBERTÀ, specifica i termini del trattato in merito a una questione, lo sfruttamento dei boschi: il re, Enrico III, riconosceva ai vassalli i diritti (le "libertà") alla raccolta del legname, alla caccia della selvaggina e al pascolo di greggi e di suini nei boschi - cioè all'uso delle loro risorse, che per la popolazione costituivano un'importante fonte di sussistenza - e  rinunciava alle pretese sui terreni che i suoi predecessori (specificatamente lo zio e il nonno) avevano concesso ai sudditi, al contempo imponendo loro il dovere di cura e conservazione, oggi diremmo di tutela a salvaguardia, delle piantagioni silvestri, cioè che non abbattessero gli alberi dei boschi per trasformarne le aree in terreni agricoli. 
Pochi anni dopo, nel 1227, un accordo simile veniva pattuito tra  un gruppo di abitanti del borgo di Trino Vercellese per un bosco che, in cambio del proprio lavoro per la costruzione del castello nella cittadina, avevano ottenuto dal marchese del Monferrato che fosse loro assegnato, così risparmiato dal progressivo abbattimento per mettere i terreni a coltura, un'opera condotta dai monaci cistercensi che circa 100 anni prima si erano insediati nel luogo. Da allora denominato Bosco delle Sorti della Partecipanza, cioè dell'associazione che aggrega le generazioni di successori dei primi possidenti, che lo amministrano con cura alla sua conservazione secondo criteri che oggi definiamo ecologici e sostenibili, adesso è un prezioso patrimonio ambientale, l'ultima parte della primordiale foresta che in antichità si estendeva in questa zona della Pianura Padana, perciò un'area protetta, tutelata all'interno del sistema del Parco Fluviale del Po nel tratto vercellese-alessandrino e la cui gestione è sorvegliata dall'ente non-governativo internazionale FSC - Forest Stewardship CouncilIl documento che ne attesta l'attribuzione del possesso, e con esso dei diritti al suo sfruttamento, ai partecipanti trinesi, è depositato all'Archivio di Stato di Torino e una copia è esposta a Trino al Museo Civico Gian Andrea Irico, dove si tramanda anche la memoria storica della sua antica denominazione come CARTA DELLE LIBERTÀ.

mercoledì 1 maggio 2019

RISO & ROSE 2019 : edizione policromatica

La kermesse anima i borghi del Monferrato, e della vicina Lomellina, con manifestazioni all'insegna dell’enogastronomia e del folcloreesposizioni, fiere, mercati, spettacoli,... moltissime iniziative che in tre fine settimana radunano la popolazione e richiamano visitatori dalle città del territorio e nelle sue vicinanze. Gli eventi in programma infatti sono occasioni, e nella serie in sequenza anche itinerari, per organizzare una classica gita in campagna in una galassia di paesi in pianura, immersi nella distesa di risaie che un tempo in questo periodo venivano allagate, e una costellazione di borghi in collina, circondati da vigneti e boschi e adornati di giardiniUn paesaggio bucolico in cui nella bella stagione sbocciano rose rosa, rosse, gialle, bianche,... di ogni tonalità e gradazione e che insieme alle corolle di tante altre piante ornamentali, ai grappoli di maggiociondolo e alle fioriture spontanee in prati, campi, frutteti e sottobosco punteggiano il luminoso e verdeggiante paesaggio primaverile della campagna con macchie di tutti i coloriUn panorama policromatico che i variegati eventi nel calendario Riso & Rose offrono l’occasione di ammirare e nell'edizione 2019 propongono con passeggiate ispirate all’Anno del Turismo Lento e itinerari negli orizzonti delineati dalla prospettiva artistica, i paesaggi dipinti dal celebre pittore Angelo Morbelli (cui sono dedicate una mostra in esposizione alla GAM di Milano fino al 19 giugno e una rassegna allestita fino al 29 settembre al Museo Civico di Casale Monferrato che inaugura sabato 18 maggio) e le opere di Gianni Colonna e dando l’opportunità di scoprire meravigliosi tesori della natura nascosti in antiche cascine e in ville e dimore storiche sommerse nella proverbiale “quiete della campagna”.
La kermesse rinnova antiche tradizioni comuni a tanti paesi italiani, e non solo, dove la ricorrenza delle calende di maggio, o calendimaggio, coincidente con quello della semina di orti e campi, veniva celebrata con riti propiziatori, processioni e pellegrinaggi nei luoghi di culto dedicati a Proserpina e santuari dedicati alla Madonna - come in Monferrato al Sacro Monte di Crea - e con balli e canti che ancora oggi risuonano nei motivi delle canzoni popolari ispirate a melodie e rime composte dai menestrelli, come il celebre Kalenda maya che comincia con il verso "Tanto gentil...", cioè l'ode dedicata a Beatrice del Monferrato da Rimbaud de Vacqueryas, il cavaliere crociato e trovatore provenzale che nel XII secolo (tra il 1190 e i primi anni del 1200) soggiornò a lungo nelle corti marchesato. 



calendario di MAGGIO 2019


domenica  Ponzano ~ la Passeggiata di giardino in giardino percorre un itinerario "ad anello" di circa 8 km su strade in collina e conduce ad alcune dimore storiche del borgo e nella sua frazione, Salabue

sabato e domenica 11-12  Rosignano ~ a celebrare il centenario della morte di Angelo Morbelli  sarà aperta al pubblico la sua dimora-atelier e verranno inaugurate l'esposizione Percorso Morbelliano, che presenta i quadri paesaggistici del pittore e i luoghi che ne hanno ispirato le raffigurazioni, e la mostra Tra Angelo e Rolando, che propone il confronto delle opere del figlio con un inedito del padre, celebre pittore capofila del divisionismo italiano 

domenica 12  Cella Monte ~ la serie di eventi intitolata Le Colline sono in fiore propone una passeggiata lungo il sentiero 754, il cui percorso a tema Dipinti, rose e vigne sarà illustrato dalle guide con quadri di Gianni Colonna e mappe dei roseti antichi e classici, e il concorso Angolo Fiorito, in cui i partecipanti si sfideranno nella realizzazione di ambientazioni composte con i fiori.  

domenica 12 Castell'Alfero ~ sarà aperto al pubblico il magnifico Roseto della Sorpresa, collezione di piante selezionata dal professor Piero Amerio, che in 30 anni ha raccolto e piantato nel giardino incastonato nel bosco della tenuta quasi 100 specie delle oltre 150 rose catalogate nei testi botanici, in particolare le preziose varietà di Rosa gallica  e rose originarie orticole da giardino europee create prima delle ibridazioni con il germoplasma cinese

sabato e domenica 18-19  Coniolo ~ nel programma di Coniolo Fiori spicca la rinomata esposizione di rose nell'ambito del tradizionale mercato di sementi, piante e accessori per giardinaggio e orticoltura verrà presentata la rosa Eos ibridata per l'occasione 

sabato e domenica 18-19 Mirabello ~ le date di Folkèbello Street Festival propongono la degustazione di specialità street-food kmZero e De.Co., spettacoli di acrobati e concerti di musica folk, e non solo

domenica 19  Gabiano ~ sarà aperto al pubblico il castello, il cui parco impreziosito da un labirinto di bosso

domenica 19  Camino ~ nella giornata intitolata Domenica di relax saranno proposti in degustazione molti piatti tipici, tra cui il risotto panissa e il dolce De.Co. del paese, e musica folcloristica e in mattinata si svolgerà il convegno sul tema “Agricoltura del Monferrato collinare, opportunità e prospettive” 



mercoledì 10 aprile 2019

Memorie e souvenir del conte "gira-mondo"

Figlio del conte Pio Gerolamo Vidua (1748-1836), che è stato il primo segretario di Stato per gli affari interni nel primo ministero della Restaurazione del Regno di Sardegna, CARLO VIDUA nacque il 28 febbraio 1785 a Casale Monferrato, dove trascorse l'infanzia, visse l'adolescenza a Torino e da giovane soggiornò a lungo "all'estero" - nel 1809 a Nizza e in Provenza, quindi a Milano, Firenze e Roma  e nel 1814 e 1815 a Parigi - e dal 1818 in poi ha viaggiato continuamente. Cominciò con un tour nell'Europa del Nord, andando in Inghilterra, Germania, Danimarca, Svezia e Finlandia e arrivando in Russia, dove si soffermò a San Pietroburgo e Mosca e, percorrendo il Caucaso, la Crimea, l'Asia Sud-Occidentale e il Medio Oriente, raggiunse lEgitto e arrivò in Terra Santa, quindi si diresse ad Atene e in Attica e, dopo una sosta a Tunisi, una a Marsiglia e unaltra in Provenza, si spinse in America, dove visitò gli Stati Uniti, il Canada e il Messico, e infine in India, Cina e Indonesia. Per laggravarsi della cancrena a una gamba, provocata dallustione che aveva contratto avvicinandosi alla bocca di un vulcano attivo dellisola di Celebes (Sulawesi), il 25 dicembre 1830 morì mentre navigava, diretto ad Ambon, capoluogo dellarcipelago delle Molucche. La sua salma è sepolta nella chiesa di San Maurizio, una frazione di Conzano, in Monferrato, la "patria" del conte gira-mondo...

Riferimenti nell'epistolario di Luigi Canina e nella raccolta di biografie "degli italiani illustri" pubblicata nel 1836 da Emilio de Tiepaldo (1785-1878) attestano che Carlo Vidua si interessò di architettura e giardinaggio e progettò gli interventi di ristrutturazione delle tenute di famiglia in Monferrato, a Conzano e a San Maurizio di Conzano, che al proprio concittadino ha dedicato una casa-museo nell'elegante palazzina al centro del borgo, un edificio il cui impianto originario risale al XV secolo e che nel XVIII secolo venne abbellito con un loggiato e i cui interni furono adornati con affreschi eseguiti dal pittore Antonio Ivaldi detto il Muto (1810-1885),  tra cui spicca la serie che decora il salotto "cinese", una panoramica di paesaggi e scene bucoliche di paesi orientali, come quelli ammirati dal conte Vidua nel suo ultimo viaggio...  


Dell'istruzione di Carlo Vidua, a 4 anni rimasto orfano della madre - Marianna Gambera (1766-89), si occuparono don Giuseppe Mortara, suo precettore, e il padrino di battesimo del piccolo conte, il canonico Ignazio De Giovanni (1729-1801), la cui straordinaria collezione di manoscritti e libri è ora conservata nella stupenda Biblioteca del Seminario della cittadina. Il padre avrebbe voluto che il proprio unico figlio maschio intraprendesse la sua stessa carriera e al compimento dei 14 anni condusse il ragazzo a Torino per avviarlo agli studi in giurisprudenza, ma Carlo Vidua aveva altre inclinazioni: preferiva le belle arti e frequentava un gruppo di giovani intellettuali, tra cui Cesare Balbo (1789-1848), Roberto d’Azeglio e Santorre di Santarosa, che formavano l'Accademia dei Concordi, un "circolo" ispirato agli ideali libertari dell'indomito poeta e drammaturgo Vittorio Alfieri (1749-1803), nato ad Asti, perciò monferrino come il conte di Conzano. Inoltre, ricalcando le orme del nonno materno, Carlo Vidua volle fare esperienze di viaggio: nel 1809 soggiornò a Nizza e in Provenza, negli anni seguenti a Firenze, Roma, Milano e poi a Parigi, proprio nei periodi cruciali del 1814 e del 1815, quando Napoleone Bonaparte venne destituito ed esiliato e riaccolto dopo la fuga dall'isola d'Elba. I rivolgimenti politici a cui aveva assistito fecero maturare in lui la scelta decisiva: conoscere le grandi meraviglie del mondo e capire i prodigiosi cambiamenti della sua epoca. Cominciò l'impresa facendo un tour nell'Italia Settentrionale, un percorso "disegnato" ad anello intorno agli 8 grandi laghi alpini, e dal 1818 si avventurò alla scoperta di paesaggi, architetture e civiltà di ogni paese della Terra. Stimato dal celebre geografo e naturalista Alexander von Humboldt (1769-1859), che definì il "collega" esploratore un libero pensatore, Carlo Vidua fu un sociologo ed etnografo ante litteram, un acuto osservatore e analista delle società a lui contemporanee e un lungimirante collezionista di reperti antichi. In particolare, convinse il re sabaudo ad acquistare gli antichi oggetti egiziani raccolti dal console francese a Il Cairo e così, con l'acquisizione, a Torino giunse la prima dotazione del Museo Egizio, una delle maggiori e più importanti al mondo. Da ogni luogo, Carlo Vidua spediva a casa casse ricolme di oggetti che comprava o gli venivano regalati, inoltre di libri, giornali e riviste che documentavano la storia e la realtà dei luoghi che aveva raggiunto e i taccuini con le sue annotazioni, i suoi diari di viaggio... Ma la morte, improvvisa e prematura, non gli ha permesso di rielaborare i propri appunti e catalogare gli oggetti e documenti che aveva raccolto con tanta cura. I suoi eredi, il padre e i cugini Luigi e Clara Leardi, li hanno affidati in custodia al comune di Casale Monferrato e all’Accademia delle Scienze di Torino, dove nel 1833 venne registrata la donazione di «libri, codici manoscritti, oggetti di storia naturale, armi antiche e moderne, anticaglie e simili cose raccolte ne’ suoi lunghi viaggi dal conte Carlo» e a cui nel 1840 l'ultimo erede della famiglia Vidua consegnò oltre 1200 volumi di opere a stampa e manoscritte riguardanti il Messico, gli Stati Uniti d’America, le Filippine e la Cina, disegni, mappe, ritratti, giornali e oggetti sugli usi e costumi di vari popoli e il «rimanente de’ libri raccolti, e de’ manoscritti compilati ne’ suoi lunghi viaggi dal conte».


Una vita in viaggio, dal Monferrato all'Estremo Oriente, la mostra allestita al Museo Civico di Casale Monferrato, dove è in esposizione per tutto il 2019, e presentata con studi biografici curati dallo storico Roberto Coaloa, mette in risalto lo spessore e la poliedricità della figura del monferrino gira-mondo, che è stata "riscoperta" da Maria Palumbo Sormani, come Carlo Vidua una viaggiatrice curiosa e una collezionista di oggetti d'artigianato e antiquariato di ogni epoca e civiltà. Raccolte che la ricercatrice espone alla galleria dell'art-hotel LOCANDA DELL'ARTE di Solonghello, dove nel 2009 ha presentato originali d’epoca e riproduzioni dei memorabilia che l'esploratore monferrino conservò dal viaggio in Terra Santa e nel 2013 le proprie uova pasquali russe, pubblicando i cataloghi che illustrano e descrivono gli oggetti e alcuni reperti custoditi nei depositi museali del Monferrato - tra cui i preziosissimi doni che il conte di Conzano ricevette dallo zar di Russia - e fino ad allora non ancora mostrati al pubblico. 




Il menu del ristorante alla LOCANDA DELL'ARTE per il pranzo di Pasqua 2019 amalgama i sapori tradizionali della cucina tipica monferrina con aromi esotici, che narrano di tante vicende storiche e antiche leggende del Monferrato: le "grandi imprese" dei suoi marchesi, cavalieri e avventurieri, le fantastiche peripezie di un suo pastore, i viaggi e le esplorazioni del "suo" conte Carlo Vidua...

domenica 24 marzo 2019

Il "cartellone" della primavera nell'Anno Internazionale delle Lingue Indigene

Il format TAVOLE A TAVOLA ~ la cucina tradizionale “a regola d’arte” presenta in esposizione la collezione di disegni dell’artista Cecilia Prete che illustra le ricette raccolte dal gastronomo Luigi Bruni nei libri della serie PIATTI ALESSANDRINI pubblicata dalla Società Cooperativa VICOLO DEL PAVONE Edizioni di Castelnuovo Scrivia e, in consultazione, una copia del volume ATLANTE STORICO ALESSANDRINO edito dal Gruppo De Agostini per la Fondazione C.R.A.. 
La mostra e gli eventi conviviali nella sua "cornice" sono proposti in località e location emblematiche e, come l'anno scorso all’insegna dell’Anno del Cibo Italiano e nei programmi europei Giornata della Creatività Artistica e Anno del Patrimonio Culturale, delineano un percorso culturale che focalizza l'attenzione dei partecipanti su argomenti di attualità: nel 2019 il ciclo di iniziative è svolto sul tema CUCINA TERRITORIALE E LESSICO DIALETTALE e incluso nel calendario dell’Anno Internazionale delle Lingue Indigene coordinato da UNESCO.

Uno dei più antichi del Monferrato, il Castello di Frassinello nel Medioevo era una corte dei marchesi aleramici in cui si svolgevano assemblee e processi e nel Rinascimento una dimora dei conti Sacchi-Nemours, che ne hanno abbellito le sale, le stanze e la chiesetta con stupendi affreschi. In occasione di Golosaria in Monferrato, sabato 30 marzo dalle 11 alle 19 il pubblico potrà accedervi a ingresso libero e nei suoi interni partecipando alle visite guidate con degustazione (gruppi alle 11 e alle 15 / € 10 a persona ~ informazioni e prenotazioni: tel. 349.6447343).  Alle bancarelle del mercato allestito nel cortile, in caso di maltempo sotto il porticato, artigiani, aziende e associazioni locali presenteranno le proprie produzioni, realizzazioni e attività. Nel salone ricevimenti saranno in mostra alcune opere della collezione Tavole a Tavola e alle h 17 si svolgerà una performance E BON !: poesie e racconti in dialetto monferrino saranno recitati da Annita Della Valle e la cantante e musicista Simona Colonna eseguirà alcuni brani del proprio repertorio in dialetto piemontese mentre lo staff servirà ai tavolini la tradizionale merenda sinoira (consumazione non obbligatoria ~ bicchiere di vino o succo, piatto “salato” e piatto “dolce” / € 15 cad. - prenotazioni: 345.0674035).
Dal 31 marzo al 28 aprile la mostra TAVOLE A TAVOLA sarà in esposizione nelle sale del presidio di Castello Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano, visitabili dal pubblico nei giorni di apertura dei Museo d’arte e d’antiquariato Morando Bolognini, Museo di Storia dell’Agricoltura e Museo del Pane. Un monumento nazionale, il maniero è gestito dalla Fondazione Bolognini, uno storico centro di ricerca italiano dedito all’innovazione nei campi dell'agricoltura che vi ha sede e lo custodisce, è stato edificato nel XIV secolo come fortilizio. Da Beatrice della Scala Visconti venne adibito a propria dimora estiva e abbellito e dal XV al XX secolo è stato il castello dei conti Bolognini Attendolo Sforza, il cui capostipite Matteo Mazzagatti detto “il Bolognino” fu un innovatore dei sistemi di agricoltura. Vi hanno soggiornato Giacomo Casanova e Leonardo da Vinci, che vi risiedeva per studiare la circolazione dell'acqua nel Lambro e progettare canali allora impiegati per il trasporto di prodotti agricoli a Milano (Navigli) e tuttora per l'irrigazione dei campi nelle zone comprese in passato nel Ducato di Milano e nel marchesato del Monferrato, oggi nelle regioni Lombardia e Piemonte e province di Alessandria, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Novara, Vercelli... la Pianura Padana che prima era di paludi e brughiere e le opere di bonifica e irrigazione dei terreni hanno reso rurale.

A TAVOLA CON LEONARDO

L’esposizione della collezione TAVOLE A TAVOLA a Castello Bolognini verrà inaugurata domenica 31 marzo: il pubblico potrà accedere alle sale del presidio di Castello Bolognini a ingresso libero dalle 15,30 e nei musei con visite guidate alle h 15 e 16 (informazioni e prenotazioni: tel. 0371.211140/41). Alle 16,30 sarà proposto il consueto rinfresco che allieta gli eventi culturali, per l’occasione svolto come la tradizionale merenda sinoira che durante le lunghe giornate di lavoro nella bella stagione i contadini consumavano in convivialità nei campi e nelle aie delle cascine, ciascuno portando ciò di cui disponeva in dispensa e cantina. Saranno così presentate alcune specialità eno-gastronomiche lodigiane e alessandrine e, in omaggio a Leonardo da Vinci, un vino e un formaggio di cui il “genio” aveva conoscenza e ha lasciato testimonianza: il malvasia e il montébore, rispettivamente dell’azienda vinicola Casalone di Lu Monferrato del caseificio Vallenostra della Val Borbera. A rappresentare i territori alessandrini saranno inoltre: pane grosso di Tortona prodotto con farine del Consorzio San Pastore, grissie e grissini del Monferrato, muletta e salame cotto del salumificio Miglietta di Madonnina di Crea, prodotti caseari e uova della Val Bormida della Centrale del Latte di Alessandria e Asti, pesti di verdure e dolci alle nocciole di Mangè di Casale Monferrato. 


Per l'occasione, accompagnandosi al liuto il musicista Massimo Marchese interpreterà i rebus musicali composti da Leonardo da Vinci: Amore la sol mi fa remirare, sol la mi fa sollecita ● Sol la fè mi fa sperare ● L'amore mi fa sollazzare

Per favore non invitatemi a fare apericena, non ci verrò... Non è questione di dieta, è che io voglio fare solo  MERENDA SINOIRA 
Cos’è? Blasfemi e ignoranti…
quando il tempo era ancora scandito dalle campane ... quando si lavorava fino a quando faceva scuro, verso le 18-19 ci si fermava per uno spuntino e per raccontarsi i fatti del giorno - Beppe Gandolfo


CUCINA TERRITORIALE E LESSICO DIALETTALE
Il ciclo di eventi conviviali TAVOLE A TAVOLA ispirati da parole-chiave in dialetto monferrino debutta con iniziative incluse nel calendario dell'ANNO INTERNAZIONALE DELLE LINGUE INDIGENE e non casualmente ambientate nella "cornice" di due meravigliosi castelli, luoghi emblematici della storia e cultura di molte località italiane, in particolare nella provincia di Alessandria e a Sant'Angelo Lodigiano.


MERENDA SINOIRA with 

martedì 25 dicembre 2018

Il NATALE in Monferrato


In Monferrato l'esposizione di presepi è una tradizione molto vitale e che si rinnova per iniziativa dell'Associazione Mirò, che presenta la rassegna PRESEPI IN VALCERRINA, un'itinerario guidato alle installazioni e agli eventi che animano le suggestive rappresentazioni della Natività in una "costellazione" di antichi borghi del territorio. 

Un personaggio caratteristico del presepe è il pastore raffigurato con un agnello sulle spalle e sotto il braccio la piva (zampogna o cornamusa), in Monferrato identificato con Gelindo, protagonista della Divota Cumedia, antica rappresentazione teatrale nella cui trama si fondono, e confondono, la recitazione dei misteri sacri e la narrazione di un mistero buffo. Il suo racconto infatti descrive le peripezie di un pastore burbero e "sempliciotto" che, partito dal Monferrato per il censimento in Palestina, lungo la strada incontra Maria e Giuseppe, li aiuta a trovare rifugio nella capanna di Betlemme e, nel duplice ruolo di soccorritore e testimone, assiste alla nascita del Bambin Gesù. Dell'autore non si sa nulla, mentre è certo che il testo originale della Divota Cumedia è medievale e, tramandato oralmente , veniva messo in scena per rappresentare il miracolo descritto dai Vangeli e quello compiuto da San Francesco d'Assisi a Greccio nel 1223 e da allora raffigurato con il presepe. 


Proprio la pietanza principale del menu di Natale in Monferrato sono gli agnolotti, piatto tipico che raffigura la cucina locale nella mostra itinerante TAVOLE A TAVOLA, il programma culturale che rappresenta l'Italia nell'IY2019 - ANNO INTERNAZIONALE DELLE LINGUE INDIGENE. Infatti la denominazione dialettale della specialità monferrina è emblematicamente riferita a tradizioni locali collegate alle attività pastorizie, l'allevamento di ovini e la transumanza, in antichità e tuttora praticate nei territori alessandrini. Il mirabolante arrivo del pastore Gelindo in Terra Santa allude anche a vicende storiche avvenute tra il XII e il XIII secolo nel Regno di Gerusalemme, dove i marchesi del Monferrato furono protagonisti di eventi narrati da menestrelli e cantastorie che, nella stessa epoca in cui si cominciò a rappresentare la Divota Cumedia, raccontavano le gesta dei leggendari cavalieri del ciclo arturiano, la cui più antica raffigurazione è una serie di affreschi dipinta in un salone del castello di Frugarolo.
Dal Monferrato la Divota Cumedia si è diffusa in tutto il Piemonte, dove si iniziò a trascriverne il testo dal XVII secolo. La sua recitazione è documentata in materiali storiografici del XIX secolo, in particolare nello studio del 1896 di uno storico della letteratura italiana, il veneziano Rodolfo Renier, che ne ha confrontate due versioni, una alessandrina e una monferrina, e in un saggio pubblicato nel 2001 dall'etnomusicologo Roberto Leydi. Oggi viene interpretata da varie compagnie teatrali locali, ad Alessandria con uno spettacolo messo in scena al Teatro San Francesco, nel 2018 alla 94ª edizione, con la consueta introduzione della tradizionale businà, una composizione satirica sui fatti accaduti nel corso dell'anno.