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martedì 7 giugno 2022

ESTATE 2022 : in Monferrato una stagione veramente "verde"

Dopo due anni di distanziamento sociale, quella del 2022 sarà la prima stagione turistica in cui il Monferrato tornerà ad offrire tante occasioni di full immersion nella natura al ritmo lento del tempo rurale.




Chi cerca la quiete della campagna in Monferrato la trova, anche potendo scegliere tra molte differenti location in cui soggiornare - un castello medievale, una cascina d'epoca, una "classica" villa bucolica, una tipica casa agreste oppure un antico borgo - e vari itinerari per passeggiate ed esplorazioni in boschi, piantagioni e giardini e attraverso vigneti, campi e frutteti descritti nel blog della fiera del verde e dell'agricoltura MONFERRATO GREEN FARM e illustrati nelle rassegne fotografiche dedicate ai paesaggi vitivinicoli del sito seriale UNESCO, sulle acque e alle rive di molti fiumi - il Po, inoltre Orba, Scrivia, Sesia, Tanaro e Ticino - al Sacro Monte di Crea, al Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino e nelle numerose aree e riserve nel sistema di tutela Parco del Po Piemontese.  


Assaggiare e acquistare del buon vino genuino è un'ottima ragione per fare una scampagnata in Monferrato... come suggerisce Tomas Lindhal, un ricercatore specializzato in oncologia e premio Nobel per la chimica, in questo video in cui è ritratto mentre ammira il mosaico dello stemma araldico nel salotto del castello di Uviglie (simile al blasone dei Gonzaga Nemours che "domina" nel salone del castello di Frassinello) e degusta il suo vino preferito - la Barbera - alle cantine del Centro di ricerche enologiche ENOSIS a Fubine.

 

Un'altra attrattiva del Monferrato sono le sue strade, in collina e in pianura, percorribili in bicicletta, come spiega un simpatico testimonial:



Per gli appassionati di gite e corse su due ruote l'appuntamento principale del 2022 è al primo week-end di settembre con il programma di tour e gara La MONSTERRATO che la rivista tematica - CT CicloTurismo - ha definito "selvaggia e mistica". 
Il suo percorso infatti è un suggestivo itinerario sulle strade bianche che attraversano campi, vigneti, boschi e borghi. Un circuito in cui, insieme ai partner e agli sponsor che contribuiscono alla sua organizzazione, lo svolgimento dell'iniziativa sportiva mette in risalto l'impegno delle amministrazioni comunali nella salvaguardia del patrimonio ambientale e il ruolo di agricoltori, artigiani e imprenditori eredi di antiche e sempreverdi tradizioni del mondo rurale, "spingono" lo sviluppo economico verso gli orizzonti della sostenibilità. E, proprio nello spirito che anima la cultura contadina, La MONSTERRATO offre ai partecipanti molteplici occasioni di convivialità in cui ammirare (e annusare e degustare) le variegate produzioni eno-gastronomiche tipiche del territorio e conoscere (e toccare e provare) molteplici oggetti, accessori ed utensili fabbricati in manifatture, officine e industrie rappresentative del made in Monferrato oggi anche campionesse della green-economy. Nel 2022 si svolgerà da venerdì 2 a domenica 4 settembre, con iscrizioni aperte fino al 31 agosto (quota di 75 € per la gara MONSTERRATO RACE TREK UCI GRAVEL WORLD SERIES - anche un "grande evento" del programma 2022 / PIEMONTE REGIONE EUROPEA DELLO SPORT - che si tiene sabato 3 e di 40 € per l'escursione LA MONSTERRATO CICLO-TURISTICA in programma per domenica 4 settembre e a cui ci può aggregare anche last-minute, ma al costo di 45 €). Nel frattempo, dal blog della manifestazione sportiva proponiamo un album di immagini delle precedenti edizioni e, così, di alcuni affascinanti e suggestivi scorci monferrini.

















sabato 2 novembre 2019

L'estate di San Martino e il capodanno nel mondo rurale


A metà dell'autunno, dopo le prime piogge e nebbie e il precipitoso calo della temperatura mentre le giornate "si accorciano" e le ore di buio "si allungano", arriva l'estate di San Martino, una settimana circa di bel tempo e tepore che culmina l'11 novembre, il capodanno del mondo rurale nei territori italiani e nel calendario cristiano la data commemorativa di San Martino di Tours. 


L'atmosfera di questa giornata "speciale" è descritta nella celebre poesia composta tra il 1861 e il 1887 da Giosuè Carducci, nel 1906 il primo italiano vincitore del Premio Nobel per la letteratura, che nell'ode Piemonte nel 1898 ha denominato il Monferrato "l'esultante di castella e vigne suol d'Aleramo" e ricordato che Santorre di Santarosa ad Alessandria "diè a l'aure il primo tricolor".
San Martino in una redazione intermedia


SAN MARTINO

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
su l'uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.


Nel periodo di San Martino molte manifestazioni animano i borghi del Monferrato per onorare i frutti della sua terra che nella stagione trionfano a tavola, in particolare i tartufi, e il vino... 
A San Martino ogni mosto diventa vino

CANTINE APERTE A SAN MARTINO
Il proverbio contadino dice che il vino novello è pronto al giorno di San Martino, perciò intorno a questa data in molte località vengono organizzate sagre, fiere e iniziative per la sua degustazione. Nelle tradizioni del mondo rurale l'11 novembre è anche la giornata "spartiacque" del susseguirsi dei cicli stagionali e la data principale del calendario, in cui è fissata per l'annuale rendicontazione e, conseguentemente, per il rinnovo o l'annullamento dei contratti agrari.

⇨ IL CAPODANNO DEL MONDO RURALE

Ancora oggi nel periodo tra fine ottobre e la prima metà di novembre numerosi enti e le principali associazioni di categoria presentano i rapporti sulle produzioni agricole e fino alla seconda metà del secolo scorso, il XX, cioè fino a un passato che oggi sembra tanto remoto, durante la giornata di San Martino nelle imprese agricole si decidevano le sorti di mezzadri e braccianti, e delle loro famiglie. Se tutto andava bene, cioè se i raccolti estivi erano stati abbondanti, se il bestiame era numeroso e sano, se l'andamento delle rendite agricole era stato favorevole e se non erano insorte questioni tra le parti, cioè tra il proprietario dei terreni e dell'azienda agricola e il mezzadro, tra il mezzadro e il bracciante o tra il bracciante e il padrone della tenuta... i patti venivano riconfermati e stipulati nei contratti degli incarichi per la gestione delle imprese agricole e per lo svolgimento delle attività agrarie, conseguentemente anche delle fittanze nei poderi e per gli affitti delle case e degli alloggi che, con il lavoro, spettavano a mezzadri (manager) e braccianti (contadini, stallieri,...). 
Invece alla disdetta, cioè con l'annullamento degli accordi oppure con l'allora insindacabile licenziamento, conseguiva direttamente che il fittavolo, e con lui la sua famiglia, doveva andarsene immediatamente e, come si diceva in dialetto piemontese e monferrino, fa' 'l san martì (fare il San Martino), ovvero traslocare. 
Leggenda aurea, Jacques de Varagine
(XV sec., Biblioteca Nazionale di Francia, Parigi)
FOLIA - Franco Cosimo Panini editore



C'è una precisa ragione storica per cui nelle campagne italiane tutto ciò avveniva proprio nella giornata dell'anno dedicata a

San MARTINO DI TOURS,

patrono dei reali di Francia e 

dei mendicanti (della solidarietà) 

e pilastro del cristianesimo rurale

dettaglio dell'affresco del XII secolo che sovrasta
l'altare di San Marti' in Puigbò
Martino nacque tra il 316 e il 317 a Sabaria - l'odierna Szombathely, la più antica città ungherese e all'epoca il più estremo avamposto dell'impero romano alle frontiere della Pannonia. Suo padre era il tribuno militare a capo della legione stanziata nella regione e al termine della missione venne premiato con un podere nel territorio di Papilia, cioè Pavia, nei pressi della cittadina oggi denominata San Martino Siccomario, dove Martino trascorse l'infanzia e l'adolescenza. Le biografie riferiscono che manifestò la propria fede nel cristianesimo fin da piccolo e che una domenica fuggì dalla dimora per recarsi in una chiesa, dove venne ritrovato dopo due giorni. Nel 313 l'imperatore Costantino aveva promulgato l'editto di Milano, con cui riconosceva "ai cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità" e nel 321 stabilito che la domenica, il romano dies Solis, fosse una giornata festiva e dedicata alla celebrazione dei riti religiosi. Nel 331 venne emanato un decreto che obbligava i figli dei veterani all'arruolamento e così venne reclutato anche il giovane, dal padre chiamato Martinus in onore a Marte, il dio della guerra. Assegnato a un corpo scelto, la cavalleria, e destinato in Gallia, ad Amiens, nell'inverno del 335 durante una ronda notturna Martino per soccorrere un mendicante intirizzito con la spada tagliò il proprio mantello in due parti. Quella stessa notte sognò Gesù che, indossando la metà dell'abito donata al povero, diceva agli angeli «Ecco Martino, il soldato romano che non è battezzato e mi ha vestito» e il mattino dopo trovò il mantello miracolosamente tornato intero. L'esperienza fece maturare il lui, già catecumeno, la decisione di battezzarsi e in seguito, nel 346 circa, abbandonare l'esercito e intraprendere la carriera ecclesiastica. Poiché si schierò contro l'arianesimo venne scacciato dalla Gallia e poi da Milano e nel 357 si ritirò in eremitaggio sull'isola di Gallinara (ora una riserva), dove la leggenda narra che sopravvisse nutrendosi di elleboro, una pianta velenosa e dai cui effetti tossici si salvò pregando. In questo periodo incontrò Sant'Ilario, vescovo di Poiters, che lo prese sotto la propria protezione, condusse con sé in Acquitania e nel 361 incaricò della fondazione uno dei primi monasteri nei domini franchi, l'abazzia di Ligugé, dove Martino visse fino al 371, quando venne acclamato vescovo dai cittadini di Tours, città della regione centrale della Valle della Loira (ora un sito UNESCO), dove nel 375 fondò il monastero, detto Maius, per tutto il medioevo una delle maggiori chiese francesi, l'Abbazia di Marmoutier.
Santa Maria Assunta a Torcello, VE
Continuando a condurre vita monacale e contrastare l'arianesimo, Martino si dedicò anche a diffondere il cristianesimo nelle campagne, dove per sradicare culti celtici e riti druidici praticati nei boschi sacri si impegnò così tanto da venir soprannominato "abbattitore di alberi". Nel contempo si prodigò nella cura delle persone, acquisendo la fama di taumaturgo, e in opere di carità, accrescendo la nomea di misericordioso che poi lo rese patrono dei mendicanti e della solidarietà. Nel 397 chiamato a dirimere una questione tra i chierici di Candes, dove morì l'8 novembre e le sue spoglie furono portate a Tours, dove i funerali vennero celebrati l'11 novembre. Per secoli il suo sepolcro è stato una principale meta di pellegrinaggi dei cristiani e il suo miracoloso mantello, dai re merovingi conservato tra le preziose reliquie della dinastia e dai reali francesi, di cui Martino è il patrono, come un emblema della propria sovranità, è anche un'icona della chiesa perché la cappa era custodita in una cripta detta cappella e da religiosi detti cappellani. A testimoniare quanto la sua figura sia fondamentale per il cristianesimo, il mosaico che adorna l'edificio più antico della laguna veneziana, la basilica di Santa Maria Assunta a Torcello costruita nel 639, rappresenta Martino come uno dei 4 pilastri della dottrina, collocato tra i celebri dottori della religione Ambrogio, Agostino e Gregorio Magno perché "propagandista" dei dogmi teologici nelle comunità rurali, dove con la conversione si diffusero i principi etici cristiani e vennero applicate le leggi che, sulle basi giuridiche del diritto romano, sancivano norme politico-sociali ad essi conformate.

Resti della chiesa di San Martino a Castelvero



A San Martino di Tours sono dedicati molti luoghi di culto in tutto il mondo, anche in Monferrato, dove la sua memoria è ricordata da una delle più antiche chiese del territorio, di cui purtroppo rimangono solo le rovine nella campagna di Castelvero, una frazione del comune di Piovà Massaia, che si ritiene sia stata edificata agli albori del X secolo dove prima era sito un tempio romano o un luogo di culto pagano, e il santo è patrono di Terruggia, uno storico borgo rurale dove da 5 lustri a primavera si svolge la fiera Vivere in campagna. 



LA CAPPA: ABITO CHE FA IL MONACO E INSEGNA DEI CAVALIERI 


PER UN PUNTO MARTIN PERSE LA CAPPA - Il detto riportato sull'asso di coppe delle carte da gioco venete deriva da un proverbio - Uno pro puncto caruit Martinus asello - tramandato in lingua latina e riferito alla vicenda narrata da una leggenda risalente al XVI secolo e la cui aderenza alla realtà si è persa con le prove delle sue fondamenta storiche. Il protagonista è Martino, un monaco del monastero di Asello - sito di cui si è persa traccia e il cui nome è assonante con la parola asellus che significa "asino" - che volendo dimostrarsi degno della candidatura alla carica di abate del convento si prodigò ad abbellirne l'ingresso, però nella frase che incise sul portone fece un errore di punteggiatura: invece che "Porta patens esto. Nulli claudatur honesto - La porta stia aperta. Non venga chiusa a nessun uomo onesto" scrisse "Porta patens esto nulli. Claudatur honesto - Porta aperta a nessuno. Resti chiusa per l'onesto". Perciò frà Martino, un personaggio leggendario impersonato anche nel campanaro della filastrocca, mettendo il fatidico punto al posto sbagliato perse l'ambita opportunità di meritare la promozione e la vestizione con la cappa, l'abito confacente al ruolo di abate.
CAPPA E SPADA - Insieme all'arma, la veste è simbolo del codice d'onore cavalleresco, cioè dei principi etici su cui si basavano le leggi, l'assegnazione di titoli e le norme comportamentali della casta nobiliare feudale. Storiche e leggendarie imprese compiute dai cavalieri conformemente a tali regole, perciò indossandone le insegne, hanno ispirato menestrelli e trovatori nella composizione di liriche, le chansons de geste, che hanno dato vita al genere letterario che nel medioevo si è diffuso nelle corti dei castelli e in piazze e mercati delle città provenzali, franche e italiane. Un epicentro culturale dell'epoca è stato proprio il Monferrato, dove il famoso trovatore provenzale Rimbaud de Vacqueryas sfidò un marchese, Alberto Malaspina, in una celebre tenzone letteraria. Una delle più antiche serie di affreschi raffiguranti il ciclo Arturiano è stata rinvenuta in un castello del marchesato, anche patria d'origine di alcuni cavalieri audaci, come Corrado, eroe e re del Regno di Gerusalemme alla cui figura è ispirato il protagonista del film Le Crociate realizzato nel 2005 dal regista americano Ridley Scott, e dame seducenti, come Beatrice del Monferrato, a cui de Vacqueryas ha dedicato alcuni celebri poemi e una canzone (Kalendymaya) il cui verso "Tanto gentil..." fu poi ripreso e reso celebre da Dante Alighieri. 


mercoledì 1 maggio 2019

RISO & ROSE 2019 : edizione policromatica

La kermesse anima i borghi del Monferrato, e della vicina Lomellina, con manifestazioni all'insegna dell’enogastronomia e del folclore: esposizioni, fiere, mercati, spettacoli,... moltissime iniziative che in tre fine settimana radunano la popolazione e richiamano visitatori dalle città del territorio e nelle sue vicinanze. Gli eventi in programma infatti sono occasioni, e nella serie in sequenza anche itinerari, per organizzare una classica gita in campagna in una galassia di paesi in pianura, immersi nella distesa di risaie che un tempo in questo periodo venivano allagate, e una costellazione di borghi in collina, circondati da vigneti e boschi e adornati di giardini. Un paesaggio bucolico in cui nella bella stagione sbocciano rose rosa, rosse, gialle, bianche,... di ogni tonalità e gradazione e che insieme alle corolle di tante altre piante ornamentali, ai grappoli di maggiociondolo e alle fioriture spontanee in prati, campi, frutteti e sottobosco punteggiano il luminoso e verdeggiante paesaggio primaverile della campagna con macchie di tutti i colori. Un panorama policromatico che i variegati eventi nel calendario Riso & Rose offrono l’occasione di ammirare e nell'edizione 2019 propongono con passeggiate ispirate all’Anno del Turismo Lento e itinerari negli orizzonti delineati dalla prospettiva artistica, i paesaggi dipinti dal celebre pittore Angelo Morbelli (cui sono dedicate una mostra in esposizione alla GAM di Milano fino al 19 giugno e una rassegna allestita fino al 29 settembre al Museo Civico di Casale Monferrato che inaugura sabato 18 maggio) e le opere di Gianni Colonna e dando l’opportunità di scoprire meravigliosi tesori della natura nascosti in antiche cascine e in ville e dimore storiche sommerse nella proverbiale “quiete della campagna”.
La kermesse rinnova antiche tradizioni comuni a tanti paesi italiani, e non solo, dove la ricorrenza delle calende di maggio, o calendimaggio, coincidente con quello della semina di orti e campi, veniva celebrata con riti propiziatori, processioni e pellegrinaggi nei luoghi di culto dedicati a Proserpina e santuari dedicati alla Madonna - come in Monferrato al Sacro Monte di Crea - e con balli e canti che ancora oggi risuonano nei motivi delle canzoni popolari ispirate a melodie e rime composte dai menestrelli, come il celebre Kalenda maya che comincia con il verso "Tanto gentil...", cioè l'ode dedicata a Beatrice del Monferrato da Rimbaud de Vacqueryas, il cavaliere crociato e trovatore provenzale che nel XII secolo (tra il 1190 e i primi anni del 1200) soggiornò a lungo nelle corti marchesato. 



calendario di MAGGIO 2019


domenica 5 ● Ponzano ~ la Passeggiata di giardino in giardino percorre un itinerario "ad anello" di circa 8 km su strade in collina e conduce ad alcune dimore storiche del borgo e nella sua frazione, Salabue

sabato e domenica 11-12 ● Rosignano ~ a celebrare il centenario della morte di Angelo Morbelli  sarà aperta al pubblico la sua dimora-atelier e verranno inaugurate l'esposizione Percorso Morbelliano, che presenta i quadri paesaggistici del pittore e i luoghi che ne hanno ispirato le raffigurazioni, e la mostra Tra Angelo e Rolando, che propone il confronto delle opere del figlio con un inedito del padre, celebre pittore capofila del divisionismo italiano 

domenica 12 ● Cella Monte ~ la serie di eventi intitolata Le Colline sono in fiore propone una passeggiata lungo il sentiero 754, il cui percorso a tema Dipinti, rose e vigne sarà illustrato dalle guide con quadri di Gianni Colonna e mappe dei roseti antichi e classici, e il concorso Angolo Fiorito, in cui i partecipanti si sfideranno nella realizzazione di ambientazioni composte con i fiori.  

domenica 12 ●Castell'Alfero ~ sarà aperto al pubblico il magnifico Roseto della Sorpresa, collezione di piante selezionata dal professor Piero Amerio, che in 30 anni ha raccolto e piantato nel giardino incastonato nel bosco della tenuta quasi 100 specie delle oltre 150 rose catalogate nei testi botanici, in particolare le preziose varietà di Rosa gallica  e rose originarie orticole da giardino europee create prima delle ibridazioni con il germoplasma cinese

sabato e domenica 18-19 ● Coniolo ~ nel programma di Coniolo Fiori spicca la rinomata esposizione di rose nell'ambito del tradizionale mercato di sementi, piante e accessori per giardinaggio e orticoltura verrà presentata la rosa Eos ibridata per l'occasione 

sabato e domenica 18-19 ● Mirabello ~ le date di Folkèbello Street Festival propongono la degustazione di specialità street-food kmZero e De.Co., spettacoli di acrobati e concerti di musica folk, e non solo

domenica 19 ● Gabiano ~ sarà aperto al pubblico il castello, il cui parco impreziosito da un labirinto di bosso

domenica 19 ● Camino ~ nella giornata intitolata Domenica di relax saranno proposti in degustazione molti piatti tipici, tra cui il risotto panissa e il dolce De.Co. del paese, e musica folcloristica e in mattinata si svolgerà il convegno sul tema “Agricoltura del Monferrato collinare, opportunità e prospettive” 



domenica 24 marzo 2019

Il "cartellone" della primavera nell'Anno Internazionale delle Lingue Indigene

Il format TAVOLE A TAVOLA ~ la cucina tradizionale “a regola d’arte” presenta in esposizione la collezione di disegni dell’artista Cecilia Prete che illustra le ricette raccolte dal gastronomo Luigi Bruni nei libri della serie PIATTI ALESSANDRINI pubblicata dalla Società Cooperativa VICOLO DEL PAVONE Edizioni di Castelnuovo Scrivia e, in consultazione, una copia del volume ATLANTE STORICO ALESSANDRINO edito dal Gruppo De Agostini per la Fondazione C.R.A.. 
La mostra e gli eventi conviviali nella sua "cornice" sono proposti in località e location emblematiche e, come l'anno scorso all’insegna dell’Anno del Cibo Italiano e nei programmi europei Giornata della Creatività Artistica e Anno del Patrimonio Culturale, delineano un percorso culturale che focalizza l'attenzione dei partecipanti su argomenti di attualità: nel 2019 il ciclo di iniziative è svolto sul tema CUCINA TERRITORIALE E LESSICO DIALETTALE e incluso nel calendario dell’Anno Internazionale delle Lingue Indigene coordinato da UNESCO.

Uno dei più antichi del Monferrato, il Castello di Frassinello nel Medioevo era una corte dei marchesi aleramici in cui si svolgevano assemblee e processi e nel Rinascimento una dimora dei conti Sacchi-Nemours, che ne hanno abbellito le sale, le stanze e la chiesetta con stupendi affreschi. In occasione di Golosaria in Monferrato, sabato 30 marzo dalle 11 alle 19 il pubblico potrà accedervi a ingresso libero e nei suoi interni partecipando alle visite guidate con degustazione (gruppi alle 11 e alle 15 / € 10 a persona ~ informazioni e prenotazioni: tel. 349.6447343).  Alle bancarelle del mercato allestito nel cortile, in caso di maltempo sotto il porticato, artigiani, aziende e associazioni locali presenteranno le proprie produzioni, realizzazioni e attività. Nel salone ricevimenti saranno in mostra alcune opere della collezione Tavole a Tavola e alle h 17 si svolgerà una performance E BON !: poesie e racconti in dialetto monferrino saranno recitati da Annita Della Valle e la cantante e musicista Simona Colonna eseguirà alcuni brani del proprio repertorio in dialetto piemontese mentre lo staff servirà ai tavolini la tradizionale merenda sinoira (consumazione non obbligatoria ~ bicchiere di vino o succo, piatto “salato” e piatto “dolce” / € 15 cad. - prenotazioni: 345.0674035).
Dal 31 marzo al 28 aprile la mostra TAVOLE A TAVOLA sarà in esposizione nelle sale del presidio di Castello Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano, visitabili dal pubblico nei giorni di apertura dei Museo d’arte e d’antiquariato Morando Bolognini, Museo di Storia dell’Agricoltura e Museo del Pane. Un monumento nazionale, il maniero è gestito dalla Fondazione Bolognini, uno storico centro di ricerca italiano dedito all’innovazione nei campi dell'agricoltura che vi ha sede e lo custodisce, è stato edificato nel XIV secolo come fortilizio. Da Beatrice della Scala Visconti venne adibito a propria dimora estiva e abbellito e dal XV al XX secolo è stato il castello dei conti Bolognini Attendolo Sforza, il cui capostipite Matteo Mazzagatti detto “il Bolognino” fu un innovatore dei sistemi di agricoltura. Vi hanno soggiornato Giacomo Casanova e Leonardo da Vinci, che vi risiedeva per studiare la circolazione dell'acqua nel Lambro e progettare canali allora impiegati per il trasporto di prodotti agricoli a Milano (Navigli) e tuttora per l'irrigazione dei campi nelle zone comprese in passato nel Ducato di Milano e nel marchesato del Monferrato, oggi nelle regioni Lombardia e Piemonte e province di Alessandria, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Novara, Vercelli... la Pianura Padana che prima era di paludi e brughiere e le opere di bonifica e irrigazione dei terreni hanno reso rurale.

A TAVOLA CON LEONARDO

L’esposizione della collezione TAVOLE A TAVOLA a Castello Bolognini verrà inaugurata domenica 31 marzo: il pubblico potrà accedere alle sale del presidio di Castello Bolognini a ingresso libero dalle 15,30 e nei musei con visite guidate alle h 15 e 16 (informazioni e prenotazioni: tel. 0371.211140/41). Alle 16,30 sarà proposto il consueto rinfresco che allieta gli eventi culturali, per l’occasione svolto come la tradizionale merenda sinoira che durante le lunghe giornate di lavoro nella bella stagione i contadini consumavano in convivialità nei campi e nelle aie delle cascine, ciascuno portando ciò di cui disponeva in dispensa e cantina. Saranno così presentate alcune specialità eno-gastronomiche lodigiane e alessandrine e, in omaggio a Leonardo da Vinci, un vino e un formaggio di cui il “genio” aveva conoscenza e ha lasciato testimonianza: il malvasia e il montébore, rispettivamente dell’azienda vinicola Casalone di Lu Monferrato del caseificio Vallenostra della Val Borbera. A rappresentare i territori alessandrini saranno inoltre: pane grosso di Tortona prodotto con farine del Consorzio San Pastore, grissie e grissini del Monferrato, muletta e salame cotto del salumificio Miglietta di Madonnina di Crea, prodotti caseari e uova della Val Bormida della Centrale del Latte di Alessandria e Asti, pesti di verdure e dolci alle nocciole di Mangè di Casale Monferrato. 


Per l'occasione, accompagnandosi al liuto il musicista Massimo Marchese interpreterà i rebus musicali composti da Leonardo da Vinci: Amore la sol mi fa remirare, sol la mi fa sollecita ● Sol la fè mi fa sperare ● L'amore mi fa sollazzare

Per favore non invitatemi a fare apericena, non ci verrò... Non è questione di dieta, è che io voglio fare solo  MERENDA SINOIRA 
Cos’è? Blasfemi e ignoranti…
quando il tempo era ancora scandito dalle campane ... quando si lavorava fino a quando faceva scuro, verso le 18-19 ci si fermava per uno spuntino e per raccontarsi i fatti del giorno - Beppe Gandolfo


CUCINA TERRITORIALE E LESSICO DIALETTALE
Il ciclo di eventi conviviali TAVOLE A TAVOLA ispirati da parole-chiave in dialetto monferrino debutta con iniziative incluse nel calendario dell'ANNO INTERNAZIONALE DELLE LINGUE INDIGENE e non casualmente ambientate nella "cornice" di due meravigliosi castelli, luoghi emblematici della storia e cultura di molte località italiane, in particolare nella provincia di Alessandria e a Sant'Angelo Lodigiano.


MERENDA SINOIRA with