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venerdì 1 luglio 2022

La "giornata" del Monferrato nel 2022


La commemorazione di 
FERDINANDO PIO ROSELLINI scandisce il calendario dell'anno rurale nel territorio che custodisce alcuni ecosistemi particolari e tanti patrimoni di biodiversità 

Nato a Pisa nel 1814, uno scienziato che a Firenze ha condotto ricerche e sperimentazioni con il fisico Luigi Nobili, a Genova, dove ha abitato per una decina d'anni e nel 1846 partecipato all'VIII Congresso degli scienziati italiani come delegato della Società d’incoraggiamento per l’educazione morale-industriale della provincia di La Spezia, ha cominciato a interessarsi di botanica insieme ai suoi allievi, i figli di Giorgio Doria - di cui era il precettore - e a essiccare e catalogare esemplari di piante raccolti nei dintorni della città ligure, anche in boschi, prati e campi del Monferrato. Dopo aver vissuto a Milano, dove era membro del Circolo Patriottico e fu un protagonista degli storici eventi del fatidico '48, e poi a Torino, dove ha avuto un ruolo di spicco nella vita politica e culturale nazionale come esponente del movimento risorgimentale, dagli elettori di Lavagna eletto deputato al parlamento del Regno di Sardegna e, in particolare, come direttore didattico del nuovo, innovativo, Istituto per il commercio e l'industria. Da Urbano Rattazzi e Giovanni Lanza venne coinvolto nella fondazione della scuola per l'insegnamento delle scienze e dell'economia che, ad esecuzione delle volontà testamentarie della vedova Leardi, venne istituita con sede a Casale Monferrato. "Trapiantato" in Monferrato nel 1858, è stato il primo preside dell'Istituto Leardi, nella cui sede nel 1863 venne trasferita la cattedra di agricoltura che Giuseppe Antonio Ottavi teneva in città dal 1851 e - oltre che dirigere la scuola di cui aveva pianificato la didattica e insegnare matematica e algebra agli studenti - coinvolse i colleghi e gli alunni nella raccolta di esemplari della flora locale per la compilazione di erbario in cui, grazie alla collaborazione con alcuni celebri botanici dell'epoca (Vincenzo Cesati, Agostino Goiran, Jean-Luois Kralik e Agostino Todaro) sono collezionati anche exsiccata provenienti da molti altri territori e paesi.   

Molti exsiccata di Ferdinando Rosellini, esemplari di piante che aveva raccolto nei dintorni di Genova, anche in Monferrato, sono custoditi nella collezione di erbari del Museo di Storia Naturale "G. Doria" e il ritratto di Giacomo Doria conservato nella Iconoteca dei botanici alla Biblioteca dell'Orto Botanico dell'Università di Padova
  

Alcuni exsiccata conservati nell'erbario composto a Casale Monferrato dal 1858 al 1805 documentano le intense collaborazioni tra i botanici del XIX secolo, quando le scienze naturali li coinvolgevano nelle ricerche anche insieme ai geologi e agli esploratori, che dai loro viaggi tornavano in patria portando esemplari di piante esotiche, e agli agricoltori, che nei propri campi trovavano moltissimi "campioni" di erbe, fiori e funghi,   

Tre "tavole" dell'erbario composto da Ferdinando Rosellini e i suoi "discepoli" sono in esposizione al Centro DOC di Casale Monferrato. Questi esemplari dei piante di vite infatti sono reperti botanici molto preziosi, che conservano informazioni biografiche e genetiche delle vigne che nel XIX vegetavano in Monferrato e, oggi, popolano il territorio rurale e decorano le sue aree comprese nel sito seriale UNESCO Paesaggi vitivinicoli del Piemonte.     

Un'iniziativa promossa dalla Delegazione FAI di Casale Monferrato, il Garden Club AGI Società Orticola Casalese e la fiera del verde e dell'agricoltura MONFERRATO GREEN FARM, la commemorazione ha coinvolto, insieme ai referenti della comunità scientifica internazionale, molteplici istituzioni, enti, associazioni e anche imprese territoriali e, in particolare, la community BELOCAL

Per l'occasione i promotori dell'iniziativa hanno composto un libretto commemorativo 
  

Tutti possono partecipare alla commemorazione e, così, ricordare la sua figura storica e porre in risalto l'attualità del suo insegnamento con testimonianze contrassegnate #FerdinandoRosellini e raccolte in un ALBUM.



Il primo uso della parola giornata nella lingua italiana è attestato dalla scrittura nel testo poetico più antico della letteratura nazionale, il Cantico dei Cantici ( Laudato Si' ) composto dal santo patrono del paese e protettore degli ecologisti, Francesco d'Assisi, nel XIII secolo, intorno al 1224. Curiosamente, in dialetto monferrino, anche il linguaggio tecnico dei contadini che coltivano i campi e hanno cura dei boschi di questo territorio rurale, oltre che significare giorno o data questo vocabolo indica il parametro di misura dei terreni, “la terra che dal sorgere al calar del sole si riesce ad arare con una coppia di buoi”. Proprio oggi è davvero una giornata davvero speciale in questo posto e in tutta Italia, luoghi con tanti diversi ecosistemi e molti patrimoni ambientali e popolato da una grande quantità di specie animali e vegetali che formano una parte - molto consistente - dell'immenso, ma tanto delicato, mondo della biodiversità.

LA POPOLAZIONE VEGETALE NEL MONDO E IN ITALIA - ... più di un milione di piante (precisamente 1.064.035), appartenenti a 642 “famiglie” e 17.020 “generi”... nell’area dell’Europa Meridionale-Orientale 11.583 specie ... in Italia... 9.792, di cui 8.195 autoctone e invece 1.597 “aliene”, a loro volta 157 archeofite, ovvero trapiantate prima della scoperta dell’America (1492), e 1.440 neofite, cioè di recente introduzione (in particolare 570 integrate nell’ecosistema e 221 invasive).

martedì 7 giugno 2022

ESTATE 2022 : in Monferrato una stagione veramente "verde"

Dopo due anni di distanziamento sociale, quella del 2022 sarà la prima stagione turistica in cui il Monferrato tornerà ad offrire tante occasioni di full immersion nella natura al ritmo lento del tempo rurale.




Chi cerca la quiete della campagna in Monferrato la trova, anche potendo scegliere tra molte differenti location in cui soggiornare - un castello medievale, una cascina d'epoca, una "classica" villa bucolica, una tipica casa agreste oppure un antico borgo - e vari itinerari per passeggiate ed esplorazioni in boschi, piantagioni e giardini e attraverso vigneti, campi e frutteti descritti nel blog della fiera del verde e dell'agricoltura MONFERRATO GREEN FARM e illustrati nelle rassegne fotografiche dedicate ai paesaggi vitivinicoli del sito seriale UNESCO, sulle acque e alle rive di molti fiumi - il Po, inoltre Orba, Scrivia, Sesia, Tanaro e Ticino - al Sacro Monte di Crea, al Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino e nelle numerose aree e riserve nel sistema di tutela Parco del Po Piemontese.  


Assaggiare e acquistare del buon vino genuino è un'ottima ragione per fare una scampagnata in Monferrato... come suggerisce Tomas Lindhal, un ricercatore specializzato in oncologia e premio Nobel per la chimica, in questo video in cui è ritratto mentre ammira il mosaico dello stemma araldico nel salotto del castello di Uviglie (simile al blasone dei Gonzaga Nemours che "domina" nel salone del castello di Frassinello) e degusta il suo vino preferito - la Barbera - alle cantine del Centro di ricerche enologiche ENOSIS a Fubine.

 

Un'altra attrattiva del Monferrato sono le sue strade, in collina e in pianura, percorribili in bicicletta, come spiega un simpatico testimonial:



Per gli appassionati di gite e corse su due ruote l'appuntamento principale del 2022 è al primo week-end di settembre con il programma di tour e gara La MONSTERRATO che la rivista tematica - CT CicloTurismo - ha definito "selvaggia e mistica". 
Il suo percorso infatti è un suggestivo itinerario sulle strade bianche che attraversano campi, vigneti, boschi e borghi. Un circuito in cui, insieme ai partner e agli sponsor che contribuiscono alla sua organizzazione, lo svolgimento dell'iniziativa sportiva mette in risalto l'impegno delle amministrazioni comunali nella salvaguardia del patrimonio ambientale e il ruolo di agricoltori, artigiani e imprenditori eredi di antiche e sempreverdi tradizioni del mondo rurale, "spingono" lo sviluppo economico verso gli orizzonti della sostenibilità. E, proprio nello spirito che anima la cultura contadina, La MONSTERRATO offre ai partecipanti molteplici occasioni di convivialità in cui ammirare (e annusare e degustare) le variegate produzioni eno-gastronomiche tipiche del territorio e conoscere (e toccare e provare) molteplici oggetti, accessori ed utensili fabbricati in manifatture, officine e industrie rappresentative del made in Monferrato oggi anche campionesse della green-economy. Nel 2022 si svolgerà da venerdì 2 a domenica 4 settembre, con iscrizioni aperte fino al 31 agosto (quota di 75 € per la gara MONSTERRATO RACE TREK UCI GRAVEL WORLD SERIES - anche un "grande evento" del programma 2022 / PIEMONTE REGIONE EUROPEA DELLO SPORT - che si tiene sabato 3 e di 40 € per l'escursione LA MONSTERRATO CICLO-TURISTICA in programma per domenica 4 settembre e a cui ci può aggregare anche last-minute, ma al costo di 45 €). Nel frattempo, dal blog della manifestazione sportiva proponiamo un album di immagini delle precedenti edizioni e, così, di alcuni affascinanti e suggestivi scorci monferrini.

















mercoledì 2 settembre 2020

Una "rosa" monferrina in Sicilia


Una pronipote di Aleramo, nel 1087 la 13enne Adelasia del Vasto andò in sposa a Ruggero I d’Altavilla, uomo “assai bello, di alta statura e di proporzioni eleganti, pronto di parola, saggio nel consiglio, lungimirante nel trattare gli affari” che una 30ina d’anni prima aveva condotto una schiera di normanni attraverso l’Italia e alla conquista di Puglia, Calabria e 
Sicilia, dove aveva sconfitto i precedenti dominatori, gli arabi. 

Il ruolo della dama monferrina nelle imprese dei cavalieri normanni in Trinacria è attestato dal Mandato di Adelasia, il documento cartaceo più antico d’Europa, e da molte cronache, in cui è riferito che vi giunse accompagnata da un gruppo di propri conterranei, il primo di altri. Fino al XIII secolo il flusso migratorio fu molto consistente, tanto che l’antico dialetto gallo-italico del suol d’Aleramo in Sicilia è tuttora parlato anche nelle isole linguistiche alloglotte dette colonie lombarde, cioè “dei longobardi”. Sicuramente gli interscambi produssero dei benefici in Monferrato, dove in un passato tanto remoto che adesso non si ricorda più quando vennero trapiantati il grano saraceno e il riso, la cui coltivazione i siciliani a loro volta avevano appreso dagli arabi, e chissà, forse anche l’usanza di piantare le rose “a guardia” dei vigneti… 


... come mostra questa foto scattata dal vignaiolo indipendente Giuseppe Pettinato che produce il Nero d’Avola coltivandone le uve nel terroir in una zona tra i monti Nebrodi e la città di Patti, nella cui cattedrale riposa la prima gran contessa di Sicilia, madre di Ruggero II il Normanno, primo re di Sicilia,... una bella e colta marchesa del Monferrato.


LE ROSE, SENTINELLE DEI VIGNETI : Poiché sui loro boccioli si notano subito, prima che nelle viti, l’attacco di parassiti, l’insorgenza di malattie e le carenze di minerali nel terreno, i vignaioli esperti pongono gli arbusti del fiore ornamentale ai margini dei filari come pianta spia che avvisa della necessità di intervenire per curare la salute del vigneto e del terroir.




domenica 19 gennaio 2020

Il 2020 nel segno di ALDO NOVARESE


Il disegnatore di alfabeti più prolifico del  ’900, e del mondo

Nato il 29 giugno 1920 a Pontestura, un borgo storico del Monferrato che gli ha dedicato una strada importante, Aldo Novarese trascorse l'infanzia a Torino, dove dal ’31 al ’33 frequentò la Scuola per Artieri Stampatori  e fino al ’36 i corsi della Scuola Tipografica e di Arti Affini all’Istituto Vigliardi-Paravia, in cui dagli anni ’50 ha insegnato. Autore di testi didattici e numerosi articoli sulle tecniche di progettazione dei caratteri tipografici, ha cominciato a disegnarli nello Studio Artistico della storica Fonderia Caratteri Nebiolo, in cui venne assunto come apprendista a 16 anni, dove è stato ininterrottamente impiegato fino al '52, che ha diretto dal ’52 e con cui ha collaborato anche dopo il pensionamento, fino al ’74. Da apprendista, Novarese vinse la medaglia d’oro alle Ludi Juveniles del ’38. Da art-director è stato insignito di riconoscimenti e premi nei decenni ’50 e ’60 e nel ’79 del prestigioso Compasso d’Oro. Nel ’54 elaborò una classificazione dei caratteri tipografici nel ’99 considerata la «più convincente, soprattutto da un punto di vista didattico». Compositore di una straordinaria quantità di alfabeti, quasi 80 serie e oltre 200 varianti, nel ’95 fu proclamato “insuperabile” ed è tuttora detentore del record mondiale, un primato che lui ha stabilito facendo sempre e unicamente il “suo mestiere”: la professione in cui era maestro per vocazione, che da allievo ha imparato con passione e da “grande” svolto con orgoglio, come diceva affermando «creatori di caratteri si nasce».

I CARATTERI DI ALDO NOVARESE




lunedì 2 dicembre 2019

2020 : un'anno verde

Oggi, 2 dicembre 2019, al quartier generale della FAO, la sede di Roma, è stato presentato il programma dell'ANNO INTERNAZIONALE DELLA SALUTE DELLE PIANTE:

Domani a Casale Monferrato verrà presentato il format di una nuova e innovativa fiera del verde e dell'agricoltura che nelle giornate di venerdì, sabato e domenica 3-5 APRILE 2020 coinvolgerà gli attori della green economy in un policromatico percorso di esplorazioni nel "mondo verde" del Monferrato, e non solo...

Il team Monferrato HospITALITY & HandMade sostiene le iniziative condotte dalla FAO e dai promotori del calendario internazionale di eventi e iniziative 2020 - IYPH e collabora all'organizzazione di MONFERRATO GREEN FARM, nel cui svolgimento gli attori locali che cooperano alla realizzazione dell’allestimento e allo svolgimento delle iniziative saranno figure rappresentative del contesto territoriale in cui la manifestazione ha svolgimento e a cui fa esplicito riferimento con la propria denominazione, con i simboli del fiore e della spiga nel logotipo e con l’immagine emblematica di un germoglio che cresce protetto da mani premurose. 


MODULO
 

per l'ACCOGLIENZA

per la PARTECIPAZIONE
 a 
MONFERRATO GREEN FARM 
nella prospettiva del calendario IYPH2020

giovedì 3 ottobre 2019

Il messaggio del patrono dell’Italia, protettore della natura

La figura storica di Francesco d’Assisi è molto attuale perché densa di valenze molto significative, e particolarmente suggestive, ravvivate dal fascino poetico del suo Cantico delle Creature, anche ricordato con il titolo Laudato Si’, cioè denominato con il celebre incipit e ritornello di ringraziamento a dio per i doni della natura. All'epoca in cui Francesco d'Assisi ha vissuto, il XIII secolo, non destavano preoccupazione le problematiche che invece adesso minacciano la vita sulla Terra e allarmano la popolazione mondiale, ma l’inno religioso con cui il santo ha consegnato ai posteri la propria eredità spirituale rappresenta un’antica testimonianza di attenzioni che oggi definiremmo ecologiste: la necessaria dipendenza dell’umanità dalle risorse naturali e l'armoniosa interdipendenza tra gli elementi e gli esseri viventi nel mondo e tra la vita nel pianeta e l'intero universo nello spazio celeste. Infatti, con la Bolla Papale del 1979, siglata da Giovanni Paolo II, la data del 29 novembre nel calendario cattolico è dedicata a Francesco d'Assisi come santo protettore della natura, e così patrono dell’ambiente in cui si impersona e identifica l’impegno per la salvaguardia della Terra e del cosmo dai danni provocati dalle devastazioni e dall'abuso delle risorse naturali.


Francesco d'Assisi compose il Cantico delle Creature tra il 1224 e il 1226, gli anni finali della sua vita, e dettandone gli ultimi versi proprio durante l'agonia, terminata alla Porziuncola nella notte tra il 3 e il 4 ottobre, perciò la data del "Transito", cioè della sua morte, nel calendario cattolico è fissata per la commemorazione del santo. Ad Assisi e dintorni le celebrazioni per San Francesco sono un programma di eventi e manifestazioni, tra cui il tradizionale Corteo dei fiori che si conclude alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, inoltre con la consegna della Rosa d’argento, riconoscimento attribuito a una donna meritevole in ricordo di Jacopa, la nobildonna romana che si era aggregata all'ordine dei frati minori fondato da Francesco d'Assisi e che assistette il santo nell'imminenza della morte e al trapasso, e con l’offerta dell’olio per le lampade votive della Porziuncola. Il combustibile viene donato dai comuni italiani, quest’anno rappresentati dalla Regione Toscana, poiché la celebrazione avviene nel “giorno dei Santi Patroni speciali d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena”, che dal 1939 fino al 1976 era anche una festività civile e il suo ripristino è auspicato da molti italiani, religiosi e laici, cristiani e non, e richiesto con il disegno di legge presentato al Senato nel 2002 dal Consiglio Regionale dell’Umbria, che la propone come una giornata dedicata alla pace e al dialogo ed emblematica della solidarietà tra i cittadini dello stato. 

80 anni fa, nel 1939, "papa Pio XII proclamò san Francesco patrono d’Italia. Dopo pochi anni scoppiò la seconda guerra mondiale e l’Assisiate divenne un richiamo alla pace - è sottolineato nel comunicato dell’Ordine dei Frati Minori sul programma del convegno svoltosi nel gennaio 2019, intitolato  Francesco d’Assisi da patrono d’Italia a patrono dei cultori dell’ecologia -  A distanza di 80 anni molte cose sono cambiate e uno dei problemi emergenti è la custodia del creato come ha evidenziato papa Francesco nell’enciclica Laudato sì. Come si può constatare il Santo d’Assisi continua a indicare come affrontare le sfide che si presentano nella storia”. In Francesco d'Assisi infatti si incarna lo "spirito" di fratellanza universale e la sua città natale e in cui ha sede principale l'ordine religioso da lui fondato è un centro internazionale di attività e iniziative mirate a diffondere la pace nel mondo, un messaggio che il santo ha espresso in molti modi, anche inventando il presepe, una tradizione italiana che si è propagata in tutto il mondo e profondamente radicata in Monferrato, dove viene tramandata anche con la rappresentazione della DivotaCumedia, e la cura della natura, di cui sono emblematici il Cantico delle Creature, che è anche il primo testo poetico scritto in lingua italiana di cui sono accertati l’autore e la composizione originale, perciò un'opera fondamentale della letteratura nazionale, e il racconto biografico dell'incontro del santo con un lupo, narrato anche in una versione ambientata ad Alessandria.
Nella seconda metà del XIII secolo nelle cronache dell’abbazia di Vallingegno, nei pressi di Gubbio, un monaco, anonimo compilatore della Passione di san Verecondo, descrisse così la vicenda: «Il beato Francesco, consumato e indebolito a causa delle incredibili penitenze corporali, veglie notturne, orazioni e digiuni, non potendo più camminare a piedi, massimamente dopo che era stato insignito delle stimmate del Salvatore, viaggiava sul dorso di un asinello. Una sera sul tardi, era quasi notte, egli passava in compagnia di un fratello per la strada di San Verecondo, cavalcando l’asinello, le spalle e la schiena malamente coperte da un rozzo mantello. I contadini cominciarono a chiamarlo dicendo: “Frate Francesco, resta con noi e non voler andare oltre, perché da queste parti imperversano lupi famelici e divorerebbero il tuo asinello, coprendo di ferite anche voi”. E il beato Francesco replicò così: “Non ho mai fatto nulla di male al fratello lupo, perché ardisca divorare il nostro fratello asino. State bene, figli, e temete Dio!”. E così frate Francesco proseguì il suo cammino senza imbattersi in sventura di sorta. Questo ci ha riferito uno dei contadini che era stato presente al fatto». A questa versione della storia, la leggenda alessandrina aggiunge la narrazione dell'incontro con la lupa che atterriva i contadini delle campagne della città, nel cui duomo è incastonato un bassorilievo del XIII secolo che raffigura una tra le più antiche rappresentazioni iconiche dell’animale feroce che, ammansito, porge la zampa al santo. Probabilmente Francesco d'Assisi soggiornò ad Alessandria nel 1217 mentre si recava in Francia, sicuramente la città venne fondata nel 1168 agglomerando gli insediamenti abitati da tre etnie autoctone - le tribus loci dei Gamunde, Meringin e Bergul, perciò siti identificati con i nomi di Gamondium - Gamondio, Marengum - Marengo e Bergolium - Bergoglio, quest’ultimo anche un cognome molto diffuso nel territorio e quello dell'attuale papa, la cui famiglia infatti è originaria del Monferrato, che ha contrassegnato il proprio pontificato identificandosi con il nome di Francesco e indicando i propri obiettivi nell'enciclica intitolata "Laudato Si', per la cura della casa comune". 
Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile - Francesco d'Assisi, "Lettera di Greccio", agosto 1246

sabato 25 maggio 2019

Il Po al centro dell'estate 2019 in Monferrato

I comunicati diramati dall'Associazione AMICI DEL PO di Casale Monferrato annunciano le date di consuete e nuove iniziative in programma quest'estate su rive e flutti del fiume.

GALLEGGIA (O) NON GALLEGGIA ? L'edizione 2019 dell carnevale acquatico è in programma per domenica 14 luglio. Dal mattino sul prato dell'imbarcadero di viale lungo Po Gramsci in centinaia si adopereranno nella preparazione di imbarcazioni destinate, nel pomeriggio, a rispondere alla domanda che è il nome stesso della manifestazione. Utilizzando solo cartone e scotch da imballaggi forniti dagli organizzatori bisogna costruire una barca in grado di percorrere galleggiando 200-300 metri sul più grande fiume d'Italia, il tutto remando davanti a qualche migliaio di persone urlanti. Facile no? Le principali novità di #Galleggia19 (questo l'hashtag ufficiale) sono due ed entrambe volte a stimolare la fantasia dei partecipanti nella creazione di sketch e allegorie galleggianti: la possibilità di salire in barca in quanti si vuole (abolito il numero massimo di 4 marinai a bordo) e di organizzare discese di gruppo, cioè di 2 o più squadre insieme e contemporaneamente. Le iscrizioni alla kermesse assolutamente non competitiva e con ogni agonismo messo al bando verranno aperte sabato 1 giugno e qualche giorno prima il regolamento sarà pubblicato sul sito www.amicidelpocasale.it. 
IL PO IN BARCÈ E BICICLETTA Proposta domenica 16 giugno e domenica 1 settembre, l'iniziativa è organizzata dagli Amici del Po di Casale Monferrato in collaborazione con Fiab Monferrato. Nel tour di andata e ritorno da Casale Monferrato a Torre d’Isola (Valmacca), sul fiume in barcè, accompagnati dagli Amici del Po, sulle sue sponde in bicicletta, con la guida degli incaricati di Fiab, i partecipanti, adulti e bambini, vivranno una completa esperienza nell tratto monferrino del Po senza doversi preoccupare di nulla: dalla colazione al pranzo fino alle bevande e alle biciclette penseranno gli organizzatori. Lungo il tragitto, di circa 30 km in tutto e che si concluderà al luogo di partenza nel tardo pomeriggio, i ciclisti si scambieranno di posto con i passeggeri delle barche e viceversa, cosicché tutti abbiano la possibilità di osservare e vivere lo stesso tratto di fiume da due differenti prospettive. Con l’edizione 2019 è proposta anche la visita al Centro di interpretazione del paesaggio del Po a Frassineto Po. Il ritrovo per la partenza è fissato alle 8 presso la sede dell'Associazione Amici del Po a Casale Monferrato, in viale Morozzo San Michele 3. Il ritorno è previsto nel tardo pomeriggio nella stessa sede. Si potrà partecipare con bicicletta di proprietà oppure con un mezzo fornito dagli organizzatori. Si consiglia abbigliamento e scarpe comode, crema solare e berretto per ripararsi dal sole. L’iniziativa sarà seguita da una piccola pattuglia di addetti della sezione CRI di Casale Monferrato in bicicletta che vigileranno sulla sicurezza di tutti i partecipanti. In caso di maltempo o di condizioni di fiume impraticabile, il programma della giornata potrebbe subire modifiche o rinvii. Per gli adulti la quota di partecipazione pranzo incluso è di 25 euro, 15 euro per gli under 18, 10 euro per gli under 12. L’evento è riservato ai tesserati Amici del Po. I maggiorenni potranno sottoscrivere il tesseramento anche il giorno stesso dell’evento al costo di 10 euro a persona (i minori non devono tesserarsi) ed è indispensabile la prenotazione al 366 5343221 (Gianfranco). 

venerdì 3 maggio 2019

La "grande" storia del mondo antico, moderno e attuale

Fino al 9 giugno 2019 a Vercelli è in esposizione un documento tra i più importanti del mondo...
La Magna Charta Libertatum è un trattato di pace, siglato il 15 giugno 1215 tra il re e i baroni, con cui venne sancito che tutti avevano diritto ad un processo equo e nessuno era al di sopra della legge, neanche il sovrano, tenuto al rispetto delle libertà dei sudditi.  Un atto confermato, con alcune modifiche e integrazioni (nell'immagine a lato, l'atto del 1225 conservato all'Archivio Nazionale inglese) fino alla stesura definitiva, stilata nel 1297, con l'editto del 1300 venne stabilito che fosse trascritto in copie consegnate a tutte le contee affinché gli sceriffi ne applicassero i dettami e, durante le assemblee dei tribunali, il testo venisse letto pubblicamente almeno quattro volte all'anno, rappresenta il primo documento che enuclea i diritti fondamentali dei cittadini di uno stato, all'epoca il regno feudale inglese, e ad esso si sono ispirate le costituzioni delle moderne nazioni democratiche e la vigente dichiarazione universale dei diritti umani.
Nel 1216 alla revisione dell'atto siglato l'anno prima dal re Giovanni "Senzaterra" ebbe ruolo importante il cardinale vercellese Guala Bicchieri, un esperto di giurisprudenza formatosi alla schola eusebiana, fondata nella diocesi piemontese dai suoi predecessori, perciò nominato tutore del giovane Enrico III, appena succeduto al trono, e come legato pontificio inviato a supervisionare il "perfezionamento" della carta inglese. Per i suoi meriti nella missione, il cardinale fu lautamente ricompensato con l’assegnazione delle rendite dell'abbazia di Saint Andrew a Chesterton - Cambridge, e nella propria diocesi, a Vercelli, nel 1219 avviò la costruzione della basilica di Sant'Andrea, affidandone l’opera alla congregazione dell’abazia di San Vittore a Parigi. Un gruppo di monaci guidati da Tommaso Gallo, docente di teologia alla Sorbona, si trasferì nella città piemontese e vi edificò la cattedrale e l’annesso ospitale per i pellegrini sul modello delle magnifiche architetture che in quel periodo sorgevano all'Île-de-France, tra cui la celebre Notre Dame.
A commemorare l'8° centenario della fondazione del complesso, uno dei primi esemplari di gotico italiano, una copia originale di una delle versioni della Magna Charta quest’anno è presentata in esposizione a Vercelli nella mostra allestita presso il Polo ARCA, l'ex-chiesa di San Marco. L'allestimento la propone insieme ad alcuni ritratti del cardinale, in particolare due quadri dipinti nel XIII secolo, e oggetti di sua proprietà, in particolare il suo stupendo baule da viaggio, un elegante cofano di legno decorato con capolavori d'arte orafa, in cui lui trasportava i propri bagagli più preziosi, probabilmente dall'Inghilterra anche dei manoscritti che oggi fanno parte del patrimonio della Biblioteca Capitolare e del Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli.
La Magna Charta: Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento è una mostra diffusa, che si estende anche in un percorso tematico di visite alla basilica di Sant’Andrea e nei cittadini Archivio di Stato, Museo Francesco Borgogna, Museo Leone e Museo del Tesoro del Duomo, dove è in esposizione permanente il Vercelli Book e per l’occasione è presentata la rassegna Il Mappamondo di Vercelli e le donazioni dei canonici nel XIII secolo, nel cui ambito sono organizzate le seguenti iniziative: 
venerdì 3 maggio, h 17 ● esposizione delle pergamene didattiche dello studium eusebiano e presentazione degli atti dell’incontro internazionale di studio sul tema Ordinare il mondo. Diagrammi e simboli nelle pergamene di Vercelli, con l’intervento di Martina Bagnoli, direttore delle Gallerie Estensi, sul tema de Il pensiero grafico nella cultura medievale 
sabato 11 maggio, h 15,30 ●  la ricercatrice e saggista Elena Percivaldi illustrerà due mappamondi medievali, quello di Vercelli e quello di Hereford, confrontandone le raffigurazioni nella relazione intitolata Dalla terra al cielo: geografia, astronomia e fantasia
20 maggio ● il professor Massimo Miglietta, docente di diritto romano all’Università di Trento, descriverà i testi di alcuni manoscritti conservati nell'Archivio e che testimoniano L’insegnamento del diritto nello studium di Vercelli.

Nel 1225 contestualmente alla versione riveduta e corretta della Magna Charta venne promulgata anche la CHARTER OF THE FOREST, cioè delle terre coperte da boschi e anche di pascoli e terreni fertili, che costituivano un dominio reale. Tra queste, in particolare, la rinomata foresta di Sherwood, che Enrico II aveva ereditato dal padre, Giovanni Senzaterra, reggente e successore del fratello, Riccardo Cuor di Leone, e oggetto di contesa tra il re e i ribelli... tra cui il leggendario Robin Hood! Collegata e allegata alla MAGNA CHARTA LIBERTATUM - CARTA DELLE LIBERTÀ, specifica i termini del trattato in merito a una questione, lo sfruttamento dei boschi: il re, Enrico III, riconosceva ai vassalli i diritti (le "libertà") alla raccolta del legname, alla caccia della selvaggina e al pascolo di greggi e di suini nei boschi - cioè all'uso delle loro risorse, che per la popolazione costituivano un'importante fonte di sussistenza - e  rinunciava alle pretese sui terreni che i suoi predecessori (specificatamente lo zio e il nonno) avevano concesso ai sudditi, al contempo imponendo loro il dovere di cura e conservazione, oggi diremmo di tutela a salvaguardia, delle piantagioni silvestri, cioè che non abbattessero gli alberi dei boschi per trasformarne le aree in terreni agricoli. 
Pochi anni dopo, nel 1227, un accordo simile veniva pattuito tra  un gruppo di abitanti del borgo di Trino Vercellese per un bosco che, in cambio del proprio lavoro per la costruzione del castello nella cittadina, avevano ottenuto dal marchese del Monferrato che fosse loro assegnato, così risparmiato dal progressivo abbattimento per mettere i terreni a coltura, un'opera condotta dai monaci cistercensi che circa 100 anni prima si erano insediati nel luogo. Da allora denominato Bosco delle Sorti della Partecipanza, cioè dell'associazione che aggrega le generazioni di successori dei primi possidenti, che lo amministrano con cura alla sua conservazione secondo criteri che oggi definiamo ecologici e sostenibili, adesso è un prezioso patrimonio ambientale, l'ultima parte della primordiale foresta che in antichità si estendeva in questa zona della Pianura Padana, perciò un'area protetta, tutelata all'interno del sistema del Parco Fluviale del Po nel tratto vercellese-alessandrino e la cui gestione è sorvegliata dall'ente non-governativo internazionale FSC - Forest Stewardship Council. Il documento che ne attesta l'attribuzione del possesso, e con esso dei diritti al suo sfruttamento, ai partecipanti trinesi, è depositato all'Archivio di Stato di Torino e una copia è esposta a Trino al Museo Civico Gian Andrea Irico, dove si tramanda anche la memoria storica della sua antica denominazione come CARTA DELLE LIBERTÀ.