Visualizzazione post con etichetta patrimoni ambientali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta patrimoni ambientali. Mostra tutti i post

mercoledì 5 ottobre 2022

20 MILIONI DI ANNI DELLA TERRA IN DUE GIORNATE DEL MONFERRATO


Il Monferrato partecipa alla X edizione della SETTIMANA DEL PIANETA TERRA presentando il nuovo geo-percorso progettato dal geologo Alfredo Frixa in collaborazione con la micropaleontologa Donata Violanti e realizzato per iniziativa dell'Unione Collinare Terre di Vigneti e Pietra da Cantoni che si dipana in 10 tappe attraverso i borghi monferrini di San Giorgio, Rosignano, Cella Monte e Frassinello.

L'itinerario, per la cui fruizione sono stati allestiti appositi cartelli indicativi e un opuscolo informativo, verrà inaugurato sabato 8 ottobre alle ore 18 all'ECOMUSEO DELLA PIETRA DA CANTONI. 

Le prime escursioni guidate sono organizzate sabato 8 nella mattinata a Rosignano per iniziativa dell'Associazione Amis d'la Curma e nel pomeriggio a Cella Monte, a seguito dell'inaugurazione, e domenica 9 nella mattinata a San Giorgio in collaborazione con l'architetto Francesco Rolla e nel pomeriggio a Fubine a cura dell'Associazione Monferrato 2020. 

Nelle giornate a tema in Monferrato sono proposte anche alcune iniziative ispirate alla cultura popolare e alle tradizioni contadine del territorio: 

  • sabato e domenica dalle 9,30 alle 12 a Cella Monte il laboratorio di canto Paesaggio Sonoro; 

  • domenica 9 dalle 17,30 a Coniolo l'evento conviviale Anduma a Vijà che attualizza la veglia, cioè la consuetudine di trascorrere le lunghe serate autunnali e invernali radunandosi nelle stalle, con performance di attori in costume che animano l'ascolto di musiche e canti e la degustazione di galuperie che compongono i menu della merenda minoira.

La SETTIMANA DEL PIANETA TERRA è il festival scientifico che dal 2012 coinvolge i geologi italiani, docenti, ricercatori e professionisti, in attività divulgative sugli studi e delle scoperte della geoscienza, la disciplina che osserva e misura i fenomeni geologici e analizza i problemi ambientali: risorse idriche e minerarie, energie, dinamica fluviale e costiera,... Poiché su di esse si basano le informazioni necessarie per garantire la protezione dai rischi geologici e idrogeologici, la sicurezza ambientale e la salute umana, 
le conoscenze e le indagini dei geologi sono importantissime, oggi indispensabili per affrontare la sfida del cambiamento climatico e fondamentali per indirizzare lo sviluppo nelle prospettive della sostenibilità. 


 

venerdì 1 luglio 2022

La "giornata" del Monferrato nel 2022


La commemorazione di 
FERDINANDO PIO ROSELLINI scandisce il calendario dell'anno rurale nel territorio che custodisce alcuni ecosistemi particolari e tanti patrimoni di biodiversità 

Nato a Pisa nel 1814, uno scienziato che a Firenze ha condotto ricerche e sperimentazioni con il fisico Luigi Nobili, a Genova, dove ha abitato per una decina d'anni e nel 1846 partecipato all'VIII Congresso degli scienziati italiani come delegato della Società d’incoraggiamento per l’educazione morale-industriale della provincia di La Spezia, ha cominciato a interessarsi di botanica insieme ai suoi allievi, i figli di Giorgio Doria - di cui era il precettore - e a essiccare e catalogare esemplari di piante raccolti nei dintorni della città ligure, anche in boschi, prati e campi del Monferrato. Dopo aver vissuto a Milano, dove era membro del Circolo Patriottico e fu un protagonista degli storici eventi del fatidico '48, e poi a Torino, dove ha avuto un ruolo di spicco nella vita politica e culturale nazionale come esponente del movimento risorgimentale, dagli elettori di Lavagna eletto deputato al parlamento del Regno di Sardegna e, in particolare, come direttore didattico del nuovo, innovativo, Istituto per il commercio e l'industria. Da Urbano Rattazzi e Giovanni Lanza venne coinvolto nella fondazione della scuola per l'insegnamento delle scienze e dell'economia che, ad esecuzione delle volontà testamentarie della vedova Leardi, venne istituita con sede a Casale Monferrato. "Trapiantato" in Monferrato nel 1858, è stato il primo preside dell'Istituto Leardi, nella cui sede nel 1863 venne trasferita la cattedra di agricoltura che Giuseppe Antonio Ottavi teneva in città dal 1851 e - oltre che dirigere la scuola di cui aveva pianificato la didattica e insegnare matematica e algebra agli studenti - coinvolse i colleghi e gli alunni nella raccolta di esemplari della flora locale per la compilazione di erbario in cui, grazie alla collaborazione con alcuni celebri botanici dell'epoca (Vincenzo Cesati, Agostino Goiran, Jean-Luois Kralik e Agostino Todaro) sono collezionati anche exsiccata provenienti da molti altri territori e paesi.   

Molti exsiccata di Ferdinando Rosellini, esemplari di piante che aveva raccolto nei dintorni di Genova, anche in Monferrato, sono custoditi nella collezione di erbari del Museo di Storia Naturale "G. Doria" e il ritratto di Giacomo Doria conservato nella Iconoteca dei botanici alla Biblioteca dell'Orto Botanico dell'Università di Padova
  

Alcuni exsiccata conservati nell'erbario composto a Casale Monferrato dal 1858 al 1805 documentano le intense collaborazioni tra i botanici del XIX secolo, quando le scienze naturali li coinvolgevano nelle ricerche anche insieme ai geologi e agli esploratori, che dai loro viaggi tornavano in patria portando esemplari di piante esotiche, e agli agricoltori, che nei propri campi trovavano moltissimi "campioni" di erbe, fiori e funghi,   

Tre "tavole" dell'erbario composto da Ferdinando Rosellini e i suoi "discepoli" sono in esposizione al Centro DOC di Casale Monferrato. Questi esemplari dei piante di vite infatti sono reperti botanici molto preziosi, che conservano informazioni biografiche e genetiche delle vigne che nel XIX vegetavano in Monferrato e, oggi, popolano il territorio rurale e decorano le sue aree comprese nel sito seriale UNESCO Paesaggi vitivinicoli del Piemonte.     

Un'iniziativa promossa dalla Delegazione FAI di Casale Monferrato, il Garden Club AGI Società Orticola Casalese e la fiera del verde e dell'agricoltura MONFERRATO GREEN FARM, la commemorazione ha coinvolto, insieme ai referenti della comunità scientifica internazionale, molteplici istituzioni, enti, associazioni e anche imprese territoriali e, in particolare, la community BELOCAL

Per l'occasione i promotori dell'iniziativa hanno composto un libretto commemorativo 
  

Tutti possono partecipare alla commemorazione e, così, ricordare la sua figura storica e porre in risalto l'attualità del suo insegnamento con testimonianze contrassegnate #FerdinandoRosellini e raccolte in un ALBUM.



Il primo uso della parola giornata nella lingua italiana è attestato dalla scrittura nel testo poetico più antico della letteratura nazionale, il Cantico dei Cantici ( Laudato Si' ) composto dal santo patrono del paese e protettore degli ecologisti, Francesco d'Assisi, nel XIII secolo, intorno al 1224. Curiosamente, in dialetto monferrino, anche il linguaggio tecnico dei contadini che coltivano i campi e hanno cura dei boschi di questo territorio rurale, oltre che significare giorno o data questo vocabolo indica il parametro di misura dei terreni, “la terra che dal sorgere al calar del sole si riesce ad arare con una coppia di buoi”. Proprio oggi è davvero una giornata davvero speciale in questo posto e in tutta Italia, luoghi con tanti diversi ecosistemi e molti patrimoni ambientali e popolato da una grande quantità di specie animali e vegetali che formano una parte - molto consistente - dell'immenso, ma tanto delicato, mondo della biodiversità.

LA POPOLAZIONE VEGETALE NEL MONDO E IN ITALIA - ... più di un milione di piante (precisamente 1.064.035), appartenenti a 642 “famiglie” e 17.020 “generi”... nell’area dell’Europa Meridionale-Orientale 11.583 specie ... in Italia... 9.792, di cui 8.195 autoctone e invece 1.597 “aliene”, a loro volta 157 archeofite, ovvero trapiantate prima della scoperta dell’America (1492), e 1.440 neofite, cioè di recente introduzione (in particolare 570 integrate nell’ecosistema e 221 invasive).

venerdì 14 agosto 2020

FERRAGOSTO 2020 : la prima festa stagionale di una nuova epoca

In tutta Italia il 15 AGOSTO e le giornate intorno alla sua ricorrenza sono festive, in molti borghi antichi dedicate allo svolgimento di sagre e manifestazioni, mentre le città si "svuotano", perché famiglie e gruppi di amici si recano in spiaggia al mare, al lago e sulle rive dei fiumi oppure fanno gite in montagna e, in particolare, scampagnate... 

Quest'anno purtroppo non si svolgeranno il Palio di Siena e le cuccagne che animano il Ferragosto da secoli, precisamente una ricorrenza dal 18 a.C., anno in cui l'imperatore Augusto (Ottaviano, successore di Giulio Cesare) fissò nel calendario romano la festività in cui nella "città eterna" e nel mondo latino le popolazioni potevano interrompere la quotidianità, quindi anche ogni occupazione e lavoro (perciò una festa denominata Feriae Augusti, cioè "riposo di Augusto"), per celebrare vari riti ancestrali: 
  • le Vinalia rustica in onore di Giove e di Venere;
  • i Nemoralia (o Festa delle Torce) in origine praticati al santuario di Diana al Lago Nemio e poi dalle popolazioni latine in ogni luogo dell'impero, in seguito dai cristiani alla ricorrenza come dell'Assunzione di Maria;
  • i Consualia dedicati a Conso, divinità che proteggeva i granai e gli approvvigionamenti, nume tutelare del conserere, "seminare", e del condere, "far provvista" e "fondare", patrono dei contadi e dei contadini, che in suo onore organizzavano spettacolari corse equestri, gare in cui competevano cavalli, asini e muli... allora i compagni di lavoro degli agricoltori. 
Il Ferragosto dei latini coincide con il Lughnasadh (detto anche Lúnasa o Lughnasa) e il Lammas (loaf-mass, "festa dei pani") in cui le civiltà celtiche e gaeliche ringraziavano il dio Sole (Lúg) con l'offerta del pane cucinato con il grano appena raccolto. Molteplici celebrazioni religiose e feste di paese infatti sono tradizioni in cui è sedimentata, conservata e tramandata la memoria del passato in cui l'umanità viveva in simbiosi e in sintonia con la Natura, trascorrendo il tempo al ritmo della vita biologica nel ciclo delle stagioni.

L'evoluzione del progresso tecnologico ha gradualmente invertito le interdipendenze tra habitat ed esseri umani, che però hanno sfruttato le risorse del pianeta senza limitarsi e con conseguenze tanto devastanti che adesso sulle sorti del mondo incombe la minaccia del collasso dell'ecosistema e, per evitare che ciò accada, bisogna agire... tempestivamente. 

Il cambiamento globale teorizzato da un sociologo nel 2010 quest'anno contrassegna la "svolta" epocale dell'economia mondiale e l'inizio della fine di un periodo storico cominciato l'estate di 75 anni fa

Comparso sulla Terra all'inizio dell'era geologica attuale, detta olocene, l'Homo Sapiens ha progressivamente modificato il proprio habitat e l'evoluzione del pianeta. Il primo a dare una denominazione specifica all'era geologica in cui la Terra è massicciamente segnata dalle attività umane e i loro effetti nell'ecosistema fu il geologo Antonio Stoppani (Lecco, 1824 - 1891, Milano), che nel 1873 la definì era antropozoica. Successivamente un geochimico russo Vernadskij considerò che nei processi dell'evoluzione la scienza e la tecnologia hanno «un'influenza sempre maggiore sugli ambienti circostanti» distinse le dimensioni della realtà in biosfera e noősphera (mondo del pensiero). Nel 1992, Andrew Revkin denominò l'epoca Antrocene e nel 1973 nella seconda edizione della Great Soviet Encyclopedia venne inserita la voce Anthropogenic System. 
La parola attualmente in uso, ANTROPOCENE è stata coniata dal biologo Eugene F. Stoermer, che nel 2000 la propose in un saggio scritto insieme a Paul J. Crutzen, già insignito del Premio Nobel per gli studi sulla «chimica dell'atmosfera, la formazione e la decomposizione dell'ozono», pubblicato sulla newsletter dell'International Geosphere–Biosphere Programme. 
 
Dai tempi della rivoluzione agricola avvenuta 10.000 anni fa, alla rivoluzione industriale cominciata nel XIX secolo, l'antropocene è giunto al culmine nel presente, cioè nell'epoca storica che si considera aver avuto inizio il 16 luglio 1945 quando, per verificarne il potenziale distruttivo, venne fatta esplodere la prima bomba atomica. L'esperimento, detto TRINITY TEST, venne condotto dall'esercito USA insieme al team di scienziati del progetto Manhattan e fu eseguito alle 5:29:45 del mattino in un'area del deserto del New Mexico denominata Jornada del Muerto. L'ordigno, simile a quello che il successivo 9 agosto distrusse la città giapponese di Nagasaki, era soprannominato THE GADGET.
Non l'unica conseguenza letale delle devastazioni compiute dall'umanità a danno dell'ambiente, e di se' stessa, la pandemia del 2020 è la causa scatenante di una serie di reazioni ed effetti. Come una miccia, ha innescato l'esplosione di una crisi economica che per gravità e dimensioni non ha precedenti nella storia e reso evidente che non si possono più fare le stesse "cose" che l'hanno provocata... lo dimostrano una ricerca scientifica presentata il 15 luglio scorso da The Guardian - Increase in invasive species poses dramatic threat to biodiversity - Tourism, transport and the climate crisis found to be major drivers of rise in alien plants and animals, which can decimate ecosystems - e le recenti rilevazioni sui "disturbi sismici" delle attività antropiche prima, durante e dopo la stasi del 2020. 

Il Rapporto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile 2020 presentato al Forum che dal 7 al 16 luglio ha riunito i rappresentanti di governi, società civile e mondo degli affari e della finanze, parla chiaro: la crisi economica post-Covid19 ha avuto gravissime ricadute immediate sulle condizioni di vita della popolazione mondiale, in 6 mesi peggiorate tanto da azzerare 10 anni di progressi sociali.

Dopo che nei primi mesi del 2020 son venuti al pettine i garbugli di tante problematiche sociali e ambientali attorcigliate l'una con l'altra, per la prima volta nella storia l'umanità affronta le difficoltà del presente con la consapevolezza di aver poco tempo a disposizione per prendere decisioni cruciali e determinanti... Tra le varie soluzioni elaborate spicca la proposta del GREAT RESET, il cui "modello" si applica in ogni ambito economico, anche nel TURISMO. Lo dimostrano una ricerca scientifica presentata da The Guardian il 15 luglio scorso - Increase in invasive species poses dramatic threat to biodiversity - Tourism, transport and climate crisis... - e le rilevazioni sui "disturbi sismici" prima, durante e dopo il lock-down. 

IL TURISMO NEGLI ORIZZONTI DELLA SOSTENIBILITÀ 

Già adesso nessuno può più fare vacanze e tour "spensieratamente", ma in futuro ancor meno perché prima della partenza e durante il viaggio e il soggiorno tutti dovranno prendere misure di cautela adeguate a prevenire ogni possibile conseguenza alla salute di persone, fauna e flora nell'itinerario e nella destinazione. Nonostante la vendita di servizi e "pacchetti" turistici e, allo scopo, la promozione delle attrattive locali come i patrimoni ambientali e culturali, siano funzionali a incentivare lo sviluppo economico dei territori e così ad aumentarne le risorse per finanziare il risanamento degli ecosistemi e la salvaguardia della biodiversità, le analisi dimostrano che attualmente gli effetti di spostamenti e attività dei flussi turistici provocano danni ambientali tanto devastanti da non poter essere "compensati" tramite i profitti economici. Inoltre, dopo la pandemia in tutte le località turistiche del mondo l'afflusso di masse di persone è meno redditizio di prima perché la prevenzione dei contagi ha costi enormi. Conformare attività produttive e commerciali ai criteri di sostenibilità e adeguare pratiche e procedure dei servizi di trasporto, accoglienza e ristorazione ai requisiti della sicurezza sanitaria e agli standard della protezione ambientale renderà il turismo sempre meno consumistico e sempre più responsabile e sostenibile, perciò man mano sempre meno commerciale e, probabilmente, sempre più assistenziale, di supporto alla cura della salute psico-fisica e del benessere delle persone... proprio come in antiche tradizioni e "spirito" del Ferragosto.


Per secoli la principale festività estiva è stata la giornata dell'anno in cui le comunità, sia rurali che urbane, celebravano rituali per rinsaldare il proprio legame con la Terra, cioè con la natura e i suoi elementi. 

Il progresso tecnologico perseguito senza limiti nell'uso dei "doni della Natura" ha devastato il pianeta, deturpandone il paesaggio, spezzando il fragile ma portentoso equilibrio tra le "forze della natura", così provocando molteplici disastri ambientali, e causando l'estinzione di tante specie floreali e faunistiche e la migrazione di altre, tra cui piante e animali infestanti e minuscoli batteri e virus che con lo spostamento aggrediscono altri esseri viventi. La storia è un susseguirsi di civiltà progredite diffondendo benefici, prosperità e agi, però aggredendosi a vicenda e con enormi sperequazioni tra le persone e le società, quelle più povere e "arretrate" afflitte da povertà e indigenza mentre quelle più ricche e "avanzate" in cui si abusa e fa spreco delle risorse. Che questi effetti negativi fossero insiti nelle dinamiche evolutive del mondo manipolato dall'uomo (l'antropocene) e che nelle dimensioni artificiali della realtà si viva in modo innaturale, caotico e frenetico non sono però "novità" dei tempi moderni, anzi... gli antichi  ne erano consapevoli da tempi immemori, come testimoniano la storia e le origini di una fiaba nota a tante generazioni di molti paesi del mondo: IL TOPO DI CITTÀ E IL TOPO DI CAMPAGNA.   

Una delle 358 FAVOLE (
μῦθοι) raccolte dal greco Esopo vissuto tra il VII e il VI secolo a.C. e la sesta satira del II libro di SERMONES pubblicati nel 35 a.C. 
dal romano Orazio, che si riferisce ad essa come una vecchia storia, raccontata dalle nonne, e la narra per dimostrare i vantaggi della quiete della campagna e, paragonando i cibi semplici e genuini della cucina rustica a quelli raffinati dei banchetti cittadini, di prudenza, frugalità e parsimonia rispetto al lusso, nell'antologia di Favole di Esopo e altri autori stampata nel 1545 a Napoli viene descritta ricordando che la sua sentenza (morale) "c’insegna, che le ricchezze pajono dilettevoli, ma a guardar bene, hanno in se' pericoli, ed amaritudine". 

Con la globalizzazione, nel XX secolo ha cominciato a diffondersi il turismo di massa, e proprio l'Italia, già meta di pellegrinaggi e viaggi fin dal medioevo e dei Grand Tour della Belle Epoque, è diventata una delle destinazioni turistiche maggiormente frequentate da turisti di tutto il mondo... mentre nel Belpaese, dove era una tradizionale giornata di vacanza, anzi "la vacanza" per antonomasia, il Ferragosto è diventato un fenomeno turistico nazionale. In particolare tra il 1931 e il 1939, anni in cui le gite organizzate, escursioni nelle città d'arte e soggiorni in località salubri coordinate dalle corporazioni e associazioni dei lavoratori, vennero promosse mediante apposite offerte speciali per la Gita di un sol giorno della distanza fino a circa 100 km e la Gita dei tre giorni nelle date del 13, 14 e 15 agosto e per il tragitto con l'approntamento dei mezzi di trasporto, i Treni Popolari a prezzi ridottissimi detti Treni di ferragosto.


lunedì 2 dicembre 2019

2020 : un'anno verde

Oggi, 2 dicembre 2019, al quartier generale della FAO, la sede di Roma, è stato presentato il programma dell'ANNO INTERNAZIONALE DELLA SALUTE DELLE PIANTE:

Domani a Casale Monferrato verrà presentato il format di una nuova e innovativa fiera del verde e dell'agricoltura che nelle giornate di venerdì, sabato e domenica 3-5 APRILE 2020 coinvolgerà gli attori della green economy in un policromatico percorso di esplorazioni nel "mondo verde" del Monferrato, e non solo...

Il team Monferrato HospITALITY & HandMade sostiene le iniziative condotte dalla FAO e dai promotori del calendario internazionale di eventi e iniziative 2020 - IYPH e collabora all'organizzazione di MONFERRATO GREEN FARM, nel cui svolgimento gli attori locali che cooperano alla realizzazione dell’allestimento e allo svolgimento delle iniziative saranno figure rappresentative del contesto territoriale in cui la manifestazione ha svolgimento e a cui fa esplicito riferimento con la propria denominazione, con i simboli del fiore e della spiga nel logotipo e con l’immagine emblematica di un germoglio che cresce protetto da mani premurose. 


MODULO
 

per l'ACCOGLIENZA

per la PARTECIPAZIONE
 a 
MONFERRATO GREEN FARM 
nella prospettiva del calendario IYPH2020

venerdì 3 maggio 2019

La "grande" storia del mondo antico, moderno e attuale

Fino al 9 giugno 2019 a Vercelli è in esposizione un documento tra i più importanti del mondo...
La Magna Charta Libertatum è un trattato di pace, siglato il 15 giugno 1215 tra il re e i baroni, con cui venne sancito che tutti avevano diritto ad un processo equo e nessuno era al di sopra della legge, neanche il sovrano, tenuto al rispetto delle libertà dei sudditi.  Un atto confermato, con alcune modifiche e integrazioni (nell'immagine a lato, l'atto del 1225 conservato all'Archivio Nazionale inglese) fino alla stesura definitiva, stilata nel 1297, con l'editto del 1300 venne stabilito che fosse trascritto in copie consegnate a tutte le contee affinché gli sceriffi ne applicassero i dettami e, durante le assemblee dei tribunali, il testo venisse letto pubblicamente almeno quattro volte all'anno, rappresenta il primo documento che enuclea i diritti fondamentali dei cittadini di uno stato, all'epoca il regno feudale inglese, e ad esso si sono ispirate le costituzioni delle moderne nazioni democratiche e la vigente dichiarazione universale dei diritti umani.
Nel 1216 alla revisione dell'atto siglato l'anno prima dal re Giovanni "Senzaterra" ebbe ruolo importante il cardinale vercellese Guala Bicchieri, un esperto di giurisprudenza formatosi alla schola eusebiana, fondata nella diocesi piemontese dai suoi predecessori, perciò nominato tutore del giovane Enrico III, appena succeduto al trono, e come legato pontificio inviato a supervisionare il "perfezionamento" della carta inglese. Per i suoi meriti nella missione, il cardinale fu lautamente ricompensato con l’assegnazione delle rendite dell'abbazia di Saint Andrew a Chesterton - Cambridge, e nella propria diocesi, a Vercelli, nel 1219 avviò la costruzione della basilica di Sant'Andrea, affidandone l’opera alla congregazione dell’abazia di San Vittore a Parigi. Un gruppo di monaci guidati da Tommaso Gallo, docente di teologia alla Sorbona, si trasferì nella città piemontese e vi edificò la cattedrale e l’annesso ospitale per i pellegrini sul modello delle magnifiche architetture che in quel periodo sorgevano all'Île-de-France, tra cui la celebre Notre Dame.
A commemorare l'8° centenario della fondazione del complesso, uno dei primi esemplari di gotico italiano, una copia originale di una delle versioni della Magna Charta quest’anno è presentata in esposizione a Vercelli nella mostra allestita presso il Polo ARCA, l'ex-chiesa di San Marco. L'allestimento la propone insieme ad alcuni ritratti del cardinale, in particolare due quadri dipinti nel XIII secolo, e oggetti di sua proprietà, in particolare il suo stupendo baule da viaggio, un elegante cofano di legno decorato con capolavori d'arte orafa, in cui lui trasportava i propri bagagli più preziosi, probabilmente dall'Inghilterra anche dei manoscritti che oggi fanno parte del patrimonio della Biblioteca Capitolare e del Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli.
La Magna Charta: Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento è una mostra diffusa, che si estende anche in un percorso tematico di visite alla basilica di Sant’Andrea e nei cittadini Archivio di Stato, Museo Francesco Borgogna, Museo Leone e Museo del Tesoro del Duomo, dove è in esposizione permanente il Vercelli Book e per l’occasione è presentata la rassegna Il Mappamondo di Vercelli e le donazioni dei canonici nel XIII secolo, nel cui ambito sono organizzate le seguenti iniziative: 
venerdì 3 maggio, h 17 ● esposizione delle pergamene didattiche dello studium eusebiano e presentazione degli atti dell’incontro internazionale di studio sul tema Ordinare il mondo. Diagrammi e simboli nelle pergamene di Vercelli, con l’intervento di Martina Bagnoli, direttore delle Gallerie Estensi, sul tema de Il pensiero grafico nella cultura medievale 
sabato 11 maggio, h 15,30 ●  la ricercatrice e saggista Elena Percivaldi illustrerà due mappamondi medievali, quello di Vercelli e quello di Hereford, confrontandone le raffigurazioni nella relazione intitolata Dalla terra al cielo: geografia, astronomia e fantasia
20 maggio ● il professor Massimo Miglietta, docente di diritto romano all’Università di Trento, descriverà i testi di alcuni manoscritti conservati nell'Archivio e che testimoniano L’insegnamento del diritto nello studium di Vercelli.

Nel 1225 contestualmente alla versione riveduta e corretta della Magna Charta venne promulgata anche la CHARTER OF THE FOREST, cioè delle terre coperte da boschi e anche di pascoli e terreni fertili, che costituivano un dominio reale. Tra queste, in particolare, la rinomata foresta di Sherwood, che Enrico II aveva ereditato dal padre, Giovanni Senzaterra, reggente e successore del fratello, Riccardo Cuor di Leone, e oggetto di contesa tra il re e i ribelli... tra cui il leggendario Robin Hood! Collegata e allegata alla MAGNA CHARTA LIBERTATUM - CARTA DELLE LIBERTÀ, specifica i termini del trattato in merito a una questione, lo sfruttamento dei boschi: il re, Enrico III, riconosceva ai vassalli i diritti (le "libertà") alla raccolta del legname, alla caccia della selvaggina e al pascolo di greggi e di suini nei boschi - cioè all'uso delle loro risorse, che per la popolazione costituivano un'importante fonte di sussistenza - e  rinunciava alle pretese sui terreni che i suoi predecessori (specificatamente lo zio e il nonno) avevano concesso ai sudditi, al contempo imponendo loro il dovere di cura e conservazione, oggi diremmo di tutela a salvaguardia, delle piantagioni silvestri, cioè che non abbattessero gli alberi dei boschi per trasformarne le aree in terreni agricoli. 
Pochi anni dopo, nel 1227, un accordo simile veniva pattuito tra  un gruppo di abitanti del borgo di Trino Vercellese per un bosco che, in cambio del proprio lavoro per la costruzione del castello nella cittadina, avevano ottenuto dal marchese del Monferrato che fosse loro assegnato, così risparmiato dal progressivo abbattimento per mettere i terreni a coltura, un'opera condotta dai monaci cistercensi che circa 100 anni prima si erano insediati nel luogo. Da allora denominato Bosco delle Sorti della Partecipanza, cioè dell'associazione che aggrega le generazioni di successori dei primi possidenti, che lo amministrano con cura alla sua conservazione secondo criteri che oggi definiamo ecologici e sostenibili, adesso è un prezioso patrimonio ambientale, l'ultima parte della primordiale foresta che in antichità si estendeva in questa zona della Pianura Padana, perciò un'area protetta, tutelata all'interno del sistema del Parco Fluviale del Po nel tratto vercellese-alessandrino e la cui gestione è sorvegliata dall'ente non-governativo internazionale FSC - Forest Stewardship Council. Il documento che ne attesta l'attribuzione del possesso, e con esso dei diritti al suo sfruttamento, ai partecipanti trinesi, è depositato all'Archivio di Stato di Torino e una copia è esposta a Trino al Museo Civico Gian Andrea Irico, dove si tramanda anche la memoria storica della sua antica denominazione come CARTA DELLE LIBERTÀ.

sabato 29 settembre 2018

Autunno 2018 e IY2019

La stagione più bella del Monferrato è l'autunno: quando le fronde degli alberi e le foglie dei vigneti tingono il paesaggio di tanti colori e all'alba e al tramonto il sole dipinge le foschie che ammantano l'orizzonte... il panorama è spettacolare. E, come dice la celebre poesia, "l'aspro odor dei vini" che fermentano nei tini rallegra le anime! Da fine settembre all'estate di San Martino sono offerte molte opportunità di fare brevi vacanze molto gustose, che i programmi della #campagnaSCAMPAGNATE propongono all'insegna della tradizione e della sostenibilità.

Quest'anno, e anche nel prossimo, i soggiorni sono particolarmente significativi perché accentuati da iniziative ed eventi che mettono in risalto, e "in bella mostra", la bontà e la bellezza del patrimonio ambientale e culturale del Monferrato e dei territori alessandrini...
Infatti, esposizioni e attività nella cornice TAVOLE A TAVOLA sono già inclusi nel calendario IY2019 - ANNO INTERNAZIONALE DELLE LINGUE INDIGENE-DIALETTALI, il cui programma è coordinato dall'UNESCO.

Tante buone, ottime! notizie arriveranno presto... intanto ecco un "assaggio" delle novità.