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mercoledì 1 maggio 2019

RISO & ROSE 2019 : edizione policromatica

La kermesse anima i borghi del Monferrato, e della vicina Lomellina, con manifestazioni all'insegna dell’enogastronomia e del folclore: esposizioni, fiere, mercati, spettacoli,... moltissime iniziative che in tre fine settimana radunano la popolazione e richiamano visitatori dalle città del territorio e nelle sue vicinanze. Gli eventi in programma infatti sono occasioni, e nella serie in sequenza anche itinerari, per organizzare una classica gita in campagna in una galassia di paesi in pianura, immersi nella distesa di risaie che un tempo in questo periodo venivano allagate, e una costellazione di borghi in collina, circondati da vigneti e boschi e adornati di giardini. Un paesaggio bucolico in cui nella bella stagione sbocciano rose rosa, rosse, gialle, bianche,... di ogni tonalità e gradazione e che insieme alle corolle di tante altre piante ornamentali, ai grappoli di maggiociondolo e alle fioriture spontanee in prati, campi, frutteti e sottobosco punteggiano il luminoso e verdeggiante paesaggio primaverile della campagna con macchie di tutti i colori. Un panorama policromatico che i variegati eventi nel calendario Riso & Rose offrono l’occasione di ammirare e nell'edizione 2019 propongono con passeggiate ispirate all’Anno del Turismo Lento e itinerari negli orizzonti delineati dalla prospettiva artistica, i paesaggi dipinti dal celebre pittore Angelo Morbelli (cui sono dedicate una mostra in esposizione alla GAM di Milano fino al 19 giugno e una rassegna allestita fino al 29 settembre al Museo Civico di Casale Monferrato che inaugura sabato 18 maggio) e le opere di Gianni Colonna e dando l’opportunità di scoprire meravigliosi tesori della natura nascosti in antiche cascine e in ville e dimore storiche sommerse nella proverbiale “quiete della campagna”.
La kermesse rinnova antiche tradizioni comuni a tanti paesi italiani, e non solo, dove la ricorrenza delle calende di maggio, o calendimaggio, coincidente con quello della semina di orti e campi, veniva celebrata con riti propiziatori, processioni e pellegrinaggi nei luoghi di culto dedicati a Proserpina e santuari dedicati alla Madonna - come in Monferrato al Sacro Monte di Crea - e con balli e canti che ancora oggi risuonano nei motivi delle canzoni popolari ispirate a melodie e rime composte dai menestrelli, come il celebre Kalenda maya che comincia con il verso "Tanto gentil...", cioè l'ode dedicata a Beatrice del Monferrato da Rimbaud de Vacqueryas, il cavaliere crociato e trovatore provenzale che nel XII secolo (tra il 1190 e i primi anni del 1200) soggiornò a lungo nelle corti marchesato. 



calendario di MAGGIO 2019


domenica 5 ● Ponzano ~ la Passeggiata di giardino in giardino percorre un itinerario "ad anello" di circa 8 km su strade in collina e conduce ad alcune dimore storiche del borgo e nella sua frazione, Salabue

sabato e domenica 11-12 ● Rosignano ~ a celebrare il centenario della morte di Angelo Morbelli  sarà aperta al pubblico la sua dimora-atelier e verranno inaugurate l'esposizione Percorso Morbelliano, che presenta i quadri paesaggistici del pittore e i luoghi che ne hanno ispirato le raffigurazioni, e la mostra Tra Angelo e Rolando, che propone il confronto delle opere del figlio con un inedito del padre, celebre pittore capofila del divisionismo italiano 

domenica 12 ● Cella Monte ~ la serie di eventi intitolata Le Colline sono in fiore propone una passeggiata lungo il sentiero 754, il cui percorso a tema Dipinti, rose e vigne sarà illustrato dalle guide con quadri di Gianni Colonna e mappe dei roseti antichi e classici, e il concorso Angolo Fiorito, in cui i partecipanti si sfideranno nella realizzazione di ambientazioni composte con i fiori.  

domenica 12 ●Castell'Alfero ~ sarà aperto al pubblico il magnifico Roseto della Sorpresa, collezione di piante selezionata dal professor Piero Amerio, che in 30 anni ha raccolto e piantato nel giardino incastonato nel bosco della tenuta quasi 100 specie delle oltre 150 rose catalogate nei testi botanici, in particolare le preziose varietà di Rosa gallica  e rose originarie orticole da giardino europee create prima delle ibridazioni con il germoplasma cinese

sabato e domenica 18-19 ● Coniolo ~ nel programma di Coniolo Fiori spicca la rinomata esposizione di rose nell'ambito del tradizionale mercato di sementi, piante e accessori per giardinaggio e orticoltura verrà presentata la rosa Eos ibridata per l'occasione 

sabato e domenica 18-19 ● Mirabello ~ le date di Folkèbello Street Festival propongono la degustazione di specialità street-food kmZero e De.Co., spettacoli di acrobati e concerti di musica folk, e non solo

domenica 19 ● Gabiano ~ sarà aperto al pubblico il castello, il cui parco impreziosito da un labirinto di bosso

domenica 19 ● Camino ~ nella giornata intitolata Domenica di relax saranno proposti in degustazione molti piatti tipici, tra cui il risotto panissa e il dolce De.Co. del paese, e musica folcloristica e in mattinata si svolgerà il convegno sul tema “Agricoltura del Monferrato collinare, opportunità e prospettive” 



mercoledì 10 aprile 2019

Memorie e souvenir del conte "gira-mondo"

Figlio del conte Pio Gerolamo Vidua (1748-1836), che è stato il primo segretario di Stato per gli affari interni nel primo ministero della Restaurazione del Regno di Sardegna, CARLO VIDUA nacque il 28 febbraio 1785 a Casale Monferrato, dove trascorse l'infanzia, visse l'adolescenza a Torino e da giovane soggiornò a lungo "all'estero" - nel 1809 a Nizza e in Provenza, quindi a Milano, Firenze e Roma  e nel 1814 e 1815 a Parigi - e dal 1818 in poi ha viaggiato continuamente. Cominciò con un tour nell'Europa del Nord, andando in Inghilterra, Germania, Danimarca, Svezia e Finlandia e arrivando in Russia, dove si soffermò a San Pietroburgo e Mosca e, percorrendo il Caucaso, la Crimea, l'Asia Sud-Occidentale e il Medio Oriente, raggiunse l’Egitto e arrivò in Terra Santa, quindi si diresse ad Atene e in Attica e, dopo una sosta a Tunisi, una a Marsiglia e un’altra in Provenza, si spinse in America, dove visitò gli Stati Uniti, il Canada e il Messico, e infine in India, Cina e Indonesia. Per l’aggravarsi della cancrena a una gamba, provocata dall’ustione che aveva contratto avvicinandosi alla bocca di un vulcano attivo dell’isola di Celebes (Sulawesi), il 25 dicembre 1830 morì mentre navigava, diretto ad Ambon, capoluogo dell’arcipelago delle Molucche. La sua salma è sepolta nella chiesa di San Maurizio, una frazione di Conzano, in Monferrato, la "patria" del conte gira-mondo...

Riferimenti nell'epistolario di Luigi Canina e nella raccolta di biografie "degli italiani illustri" pubblicata nel 1836 da Emilio de Tiepaldo (1785-1878) attestano che Carlo Vidua si interessò di architettura e giardinaggio e progettò gli interventi di ristrutturazione delle tenute di famiglia in Monferrato, a Conzano e a San Maurizio di Conzano, che al proprio concittadino ha dedicato una casa-museo nell'elegante palazzina al centro del borgo, un edificio il cui impianto originario risale al XV secolo e che nel XVIII secolo venne abbellito con un loggiato e i cui interni furono adornati con affreschi eseguiti dal pittore Antonio Ivaldi detto il Muto (1810-1885),  tra cui spicca la serie che decora il salotto "cinese", una panoramica di paesaggi e scene bucoliche di paesi orientali, come quelli ammirati dal conte Vidua nel suo ultimo viaggio...  


Dell'istruzione di Carlo Vidua, a 4 anni rimasto orfano della madre - Marianna Gambera (1766-89), si occuparono don Giuseppe Mortara, suo precettore, e il padrino di battesimo del piccolo conte, il canonico Ignazio De Giovanni (1729-1801), la cui straordinaria collezione di manoscritti e libri è ora conservata nella stupenda Biblioteca del Seminario della cittadina. Il padre avrebbe voluto che il proprio unico figlio maschio intraprendesse la sua stessa carriera e al compimento dei 14 anni condusse il ragazzo a Torino per avviarlo agli studi in giurisprudenza, ma Carlo Vidua aveva altre inclinazioni: preferiva le belle arti e frequentava un gruppo di giovani intellettuali, tra cui Cesare Balbo (1789-1848), Roberto d’Azeglio e Santorre di Santarosa, che formavano l'Accademia dei Concordi, un "circolo" ispirato agli ideali libertari dell'indomito poeta e drammaturgo Vittorio Alfieri (1749-1803), nato ad Asti, perciò monferrino come il conte di Conzano. Inoltre, ricalcando le orme del nonno materno, Carlo Vidua volle fare esperienze di viaggio: nel 1809 soggiornò a Nizza e in Provenza, negli anni seguenti a Firenze, Roma, Milano e poi a Parigi, proprio nei periodi cruciali del 1814 e del 1815, quando Napoleone Bonaparte venne destituito ed esiliato e riaccolto dopo la fuga dall'isola d'Elba. I rivolgimenti politici a cui aveva assistito fecero maturare in lui la scelta decisiva: conoscere le grandi meraviglie del mondo e capire i prodigiosi cambiamenti della sua epoca. Cominciò l'impresa facendo un tour nell'Italia Settentrionale, un percorso "disegnato" ad anello intorno agli 8 grandi laghi alpini, e dal 1818 si avventurò alla scoperta di paesaggi, architetture e civiltà di ogni paese della Terra. Stimato dal celebre geografo e naturalista Alexander von Humboldt (1769-1859), che definì il "collega" esploratore un libero pensatore, Carlo Vidua fu un sociologo ed etnografo ante litteram, un acuto osservatore e analista delle società a lui contemporanee e un lungimirante collezionista di reperti antichi. In particolare, convinse il re sabaudo ad acquistare gli antichi oggetti egiziani raccolti dal console francese a Il Cairo e così, con l'acquisizione, a Torino giunse la prima dotazione del Museo Egizio, una delle maggiori e più importanti al mondo. Da ogni luogo, Carlo Vidua spediva a casa casse ricolme di oggetti che comprava o gli venivano regalati, inoltre di libri, giornali e riviste che documentavano la storia e la realtà dei luoghi che aveva raggiunto e i taccuini con le sue annotazioni, i suoi diari di viaggio... Ma la morte, improvvisa e prematura, non gli ha permesso di rielaborare i propri appunti e catalogare gli oggetti e documenti che aveva raccolto con tanta cura. I suoi eredi, il padre e i cugini Luigi e Clara Leardi, li hanno affidati in custodia al comune di Casale Monferrato e all’Accademia delle Scienze di Torino, dove nel 1833 venne registrata la donazione di «libri, codici manoscritti, oggetti di storia naturale, armi antiche e moderne, anticaglie e simili cose raccolte ne’ suoi lunghi viaggi dal conte Carlo» e a cui nel 1840 l'ultimo erede della famiglia Vidua consegnò oltre 1200 volumi di opere a stampa e manoscritte riguardanti il Messico, gli Stati Uniti d’America, le Filippine e la Cina, disegni, mappe, ritratti, giornali e oggetti sugli usi e costumi di vari popoli e il «rimanente de’ libri raccolti, e de’ manoscritti compilati ne’ suoi lunghi viaggi dal conte».


Una vita in viaggio, dal Monferrato all'Estremo Oriente, la mostra allestita al Museo Civico di Casale Monferrato, dove è in esposizione per tutto il 2019, e presentata con studi biografici curati dallo storico Roberto Coaloa, mette in risalto lo spessore e la poliedricità della figura del monferrino gira-mondo, che è stata "riscoperta" da Maria Palumbo Sormani, come Carlo Vidua una viaggiatrice curiosa e una collezionista di oggetti d'artigianato e antiquariato di ogni epoca e civiltà. Raccolte che la ricercatrice espone alla galleria dell'art-hotel LOCANDA DELL'ARTE di Solonghello, dove nel 2009 ha presentato originali d’epoca e riproduzioni dei memorabilia che l'esploratore monferrino conservò dal viaggio in Terra Santa e nel 2013 le proprie uova pasquali russe, pubblicando i cataloghi che illustrano e descrivono gli oggetti e alcuni reperti custoditi nei depositi museali del Monferrato - tra cui i preziosissimi doni che il conte di Conzano ricevette dallo zar di Russia - e fino ad allora non ancora mostrati al pubblico. 




Il menu del ristorante alla LOCANDA DELL'ARTE per il pranzo di Pasqua 2019 amalgama i sapori tradizionali della cucina tipica monferrina con aromi esotici, che narrano di tante vicende storiche e antiche leggende del Monferrato: le "grandi imprese" dei suoi marchesi, cavalieri e avventurieri, le fantastiche peripezie di un suo pastore, i viaggi e le esplorazioni del "suo" conte Carlo Vidua...

mercoledì 24 ottobre 2018

MORBELLI, un'artista monferrino a Venezia nel 1903 e fino al 6 gennaio 2019


Nel 1903 il pittore Angelo Morbelli alla V Esposizione internazionale d’arte di Venezia presentò sei opere, un ciclo intitolato Il poema della vecchiaia, che fino al prossimo 6 gennaio 2019 sono nuovamente in esposizione nella città lagunare, alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Cà Pesaro. 
Nato ad Alessandria nel 1854, si formò all'Accademia di Belle Arti di Brera ed, esordito a Torino nel 1979, Morbelli si affermò Milano nel 1880, con l'esposizione dell'opera Goethe morente. In seguito divenne un esponente del "divisionismo", tecnica pittorica che lo avvicinò a Giovanni Pellizza da Volpedo, autore del celebre Quarto Stato in esposizione permanente al Museo del Novecento di Milano, con cui condivideva anche le origini alessandrine e la sensibilità per la raffigurazione della quotidianità, delle problematiche umane e delle questioni sociali. 
Nel 1897 a Dresda Morbelli vinse un premio con le opere  S'avanza e Per ottanta centesimi, quest'ultima in esposizione permanente al Museo Borgogna di Vercelli, che nel 2018 ha temporaneamente presentato in mostra anche l'opera, di una collezione privata, Le Risaiole. Nel 1900 Morbelli fu premiato all'Esposizione Universale di Parigi per l'opera Giorno di festa al Pio Albergo Trivulzio, l'ospedale geriatrico di Milano dove tra il 1902 e il 1903 allestì uno studio nei in cui realizzò la serie di dipinti che raffigurano situazioni, ambienti e realtà e relazioni umane all’interno dell’ospizio e che, dopo la prima esposizione, vengono ripresentati insieme nella mostra a Venezia. 

Dal 1890 Angelo Morbelli visse a lungo in Monferrato, nella frazione Colma del borgo di Rosignano, in una dimora in cui abitava d'estate. Una casa-atelier che conserva ancora intatta la stanza in cui il pittore dipingeva, spesso circondato da amici, nell'ultima fase della sua vita artistica rappresentando soprattutto paesaggi.

fino al 6 gennaio 2019 a Cà Pesaro - Venezia


giovedì 25 maggio 2017

appuntamento con il benessere in Monferrato2017 nell'IY2017

Il team Monferrato HOSPITALITY & HANDMADE collabora all’accoglienza di visitatori e ospiti e contribuisce alla promozione di BYO, l'appuntamento con il benessere che presenta un programma molto interessante, anche perfettamente e armoniosamente "centrato" sui temi posti all'attenzione nell'ANNO INTERNAZIONALE PER IL TURISMO SOSTENIBILE.  
Focalizzato sul benessere inteso come in filosofia e stile di vita delle culture orientali che, con i contatti in passato e con gli attuali interscambi culturali, si sono diffuse in tutto il mondo, anche in Monferrato, con i patrocini del Comune di Casale Monferrato e dell'ente turistico provinciale ALEXALA, è una manifestazione MONFERRATO2017 EUROPEAN COMMUNITY OF SPORT. Gli eventi nel suo programma propongono molteplici occasioni di provare i benefici di massaggi e trattamenti benessere e partecipare a laboratori pratici, lezioni di yoga e discipline affini, inoltre attività, iniziative ed eventi che offrono opportunità di avvicinamento, conoscenza e dialogo tra persone che hanno diversi interessi, conoscenze e competenze differenti, che sono di diverse culture, convinzioni e generazioni, eppure unite dalle rispettive aspirazioni e dalla stessa cura e premura al benessere proprio e reciproco. 
In particolare la performance MANDALA DI CORIANDOLI, estemporanea opera d’arte collettiva che è inclusa nel programma di giugno delle azioni LET’S CLEAN UP EUROPE 2017, la campagna europea di sensibilizzazione alla tutela e cura ambientale con il recupero di materiali riciclabili.
Il progetto è stato concepito dal fotoreporter Livio Bourbon proprio durante un viaggio. Precisamente a Dharamsala, nell’India del Nord ai confini con il Kashmir, un luogo in cui si è originata l'antica tradizione e oggi una città rinomata proprio come un centro principale delle opere artistiche religiose: «Ho pensato che nella mia terra d’origine invece che con granelli di sabbia i mandala si potessero realizzare con chicchi di riso, la produzione tipica del territorio in cui abito. Per evitare sprechi, ho trovato idoneo impiegare la rottura, uno scarto di lavorazione che dopo l’esecuzione dell’opera artistica può venire ancora usato proficuamente, per l’alimentazione animale. Per il mandala proposto proposto da BYO a Casale Monferrato, dove sono nato, ne ho immaginato la creazione in modo ancor più fantasioso...». I coriandoli con cui, insieme a registi, protagonisti, partecipanti e visitatori di BYO, verrà creato il gigantesco mandala sono il simbolo del Carnevale, una tradizione molto viva nel Monferrato, dove la carta di cui sono composti viene prodotta con materie prime e tecniche sostenibili e materiali di recupero. Con la “dissoluzione” del mandala, i 200 kg di coriandoli utilizzati verranno accuratamente raccolti per essere riciclati, perciò la sua realizzazione è un'azione emblematica dalla collaborazione tra istituzioni e cittadini e tra aziende e abitanti del territorio nella CATENA DI CUSTODIA a cura e tutela dei beni ambientali, un "circolo virtuoso" in cui sono coinvolti anche i turisti, sollecitati a condividere con gli abitanti la salvaguardia dei patrimoni naturali e culturali delle località che visitano e in cui soggiornano.La creazione dell’opera progettata da Livio Bourbon per BYO e la sua dissoluzione saranno consacrate con cerimonie officiate domenica 4 giugno alle alle 16 e alle 18 dal reverendo Shōryō Tarabini, patriarca del tempio buddista Nichiren Shū Renkōji a Cereseto Monferrato. Durante la posa dei coriandoli, i partecipanti potranno contribuire anche alla raccolta di racconti, ricordi e testimonianze che, come tasselli, compongono un mosaico di STORIA, CULTURA e REALTÀ della città e del territorio. 
Curiosamente infatti a Ozzano Monferrato le donne ricamano un pizzo, il chiacchierino, una produzione artigianale De.Co., la cui forma richiama proprio quella dei mandala... e, come ha messo in evidenza l’art-hotel “punto MHH” LOCANDA DELL’ARTE che Livio Bourbon ha recensito in un proprio reportage, a Villa Vidua di Conzano Monferrato c’è una sala affrescata con scene bucoliche raffiguranti i paesaggi osservati in Oriente dall’esploratore monferrino Carlo Vidua. Altri contatti tra Oriente e Monferrato sono stati messi in mostra al Museo Civico di Moncalvo nell’autunno 2016, con l'esposizione della collezione raccolta negli anni ’50  del Novecento dall'ambasiciatore che Franco Montanari, console a Tokyo. Oggi in Monferrato risiede una numerosa popolazione di orientali, molti occupati nelle attività di produzione del riso, e vi abitano e operano anche alcuni artigiani e artisti orientali. 

Nel programma di BYO è proposto un incontro conviviale con la "nostra" Giovanna Ceccherini, che alle h 13 di domenica 4 giugno stuzzicherà l'attenzione sul tema ALIMENTAZIONE SALUTARE: ICH UNESCO DIETA MEDITERRANEA E CUCINA MONFERRINA. Infatti, oltre ai rinomati vini del territorio, che insieme alle Langhe e al Roero è l'area del sito seriale UNESCO Paesaggi Vitivinicoli, molte saporite, genuine e ottime specialità gastronomiche del Monferrato sono cibi che fanno bene alla salute, inoltre la cui produzione è sostenibile e che tradizionalmente vengono consumati in occasioni socializzanti e in modalità di condivisione, in particolare la bagna cauda. 

«BYO ha tutte le caratteristiche per potersi presentare come uno straordinario volano per sviluppare sempre più sul nostro territorio il legame tra sport, benessere e uno stile di vita corretto atto a migliorare la qualità della vita delle persone» ha osservato Angelo Di Cosmo, vice-sindaco e assessore allo sport del Comune di Casale Monferrato. Infatti, nella convergenza delle prospettive, esprime compiutamente lo “spirito” dell’IY2017, la sua finalità indicata dallo slogan TRAVEL ENJOY RESPECT e gli obiettivi puntualizzati dai 5 temi conduttori dell’iniziativa mondiale guidata dall’UNWTO: mutualità, inclusione, risparmi energetici e tutela dei patrimoni ambientali, sviluppo socio-economico e cultura del rispetto e della cura.

domenica 9 ottobre 2016

autunno a CAMINO



Un borgo antichissimo, nella cui storia si condensano le molte epoche del Monferrato... come un grappolo d'uva delle viti che lo incorniciano, Camino è composto da rioni e frazioni - Cornale, Villanova, Luparia, Zizano, Brusaschetto, Castel San Pietro, Piazzano, Isolengo, Rocca delle Donne... - che si inerpicano sui crinali delle sue colline, dominate dal suo castello...  

Il maniero con fondamenta del X secolo fu teatro di una delle Novelle narrate da Matteo Bandello: la decapitazione del castellano Scarampo Scarampi e il suicidio di sua moglie Camilla ... 


A Camino ci sono la chiesetta di San Gottardo - con stupendi affreschi del XIV secolo, la cascina Gaiano - grangia dell'Abbazia di Lucedio in cui i monaci cistercensi sperimentarono i trapianti di vitigni, la casa natale di Gianbattista Boetti El Mansur - frate domenicano missionario in Medio Oriente, dove divenne un eccentrico mistico e avventuriero, alchimista, medico e condottiero, profeta militare che guidò i ceceni alla rivolta contro l'Impero Russo, la casa-museo di Colombotto Rosso - eclettico artista torinese di fama internazionale che elesse Camino a propria dimora e atelier. 

'Fulcro' di Camino è il piccolo monumentale forno comune - pubblico: uno dei più antichi del Monferrato, e forse del mondo! Probabilmente proprio ciò a cui si deve la denominazione del luogo: 




Il toponimo Camino-Caminus, che si trova per la prima volta in un documento del 1151, ha radice italico/latina. Lo studioso Baudoin paragona l'alto colle su cui sorge il paese al punto più alto della casa e la sua teoria del focolare domestico è la più accreditata tra gli storici ( sito del Comune di Camino) 


come attesta la documentazione storiografica, nell’Italia Settentrionale i primi camini si diffusero tra XII e XIII secolo ... L’ipotesi sull’origine e diffusione dei camini da quest’area del Piemonte [ Monferrato ] sembra quindi plausibile ( blog di LOCANDA DELL'ARTE )


Un tempo al forno di Camino nel rione Cornale la popolazione vi cuoceva il pane, le pietanze e i dolci tipici locali :

  • la Xenta, una pagnotta di pasta frolla con farina di mais
  • la Torta di Camino (una composta di frutta e vino) che è una ricetta De.Co. e una specialità autunnale e invernale nel menu del Ristorante del Peso e al banco sugli scaffali del negozio di alimentari e generi vari La Butega d'la Rosa, che seleziona prodotti artigianali e kmZero di tante ottime qualità... 

Camino si anima di spettacoli, mercatini e iniziative con alcuni appuntamenti 'fissi' a calendario: a maggio la kermesse Riso & Rose, le tradizionali sagre, tra cui la festa di Ferragosto, e molti eventi nel periodo di Avvento e Natale. 

In autunno una stupenda rassegna espositiva di opere di artisti e artigiani di Camino e dintorni...

I CREATIVI DELLA PORTA ACCANTO - edizione 2016


giovedì 28 aprile 2016

CANTINE APERTE in Monferrato


Grazie alla partnership tra Movimento Turismo Vino e AIRC - Associazione italiana per la ricerca sul cancro, l'evento nazionale CANTINE APERTE 2016 si svolge all'insegna dello slogan 'Un bicchiere per la ricerca'. Nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 MAGGIO 2016, acquistando un calice per le degustazioni nelle 'cantine aperte' del circuito MTV gli eno-appassionati contribuiranno alla lotta contro i tumori e sostenere la raccolta fondi a favore della ricerca oncologica. E come da tradizione, non mancheranno le eno-iniziative aperte a tutti, che spazieranno dai tasting ai banchi d’assaggio, dai trekking tra i filari alle visite guidate in cantina, dai pranzi alle cene con il vignaiolo fino alle proposte allietate con musica e abbellite con l’arte.


In Monferrato l'evento si svolge nel 'triangolo d'oro MH' 
L'area è compresa nel sito seriale UNESCO 
Paesaggi vitivinicoli  
in cui si ammirano gli spettacolari infernot...




Una destinazione nel circuito MTV è la 
cantina-museale 
del Monferrato e PuntoMH : 
Cascina Valpane di Pietro Arditi, 
c'è un 'assaggio' di degustazione della visita


Per scoprire il fascino infernot, 
Monferrato HANDMADE suggerisce di visitare l'ECO-MUSEO dedicato e propone esperienze suggestive ai PuntiMH : il millenario maniero costruito in 'pietra da cantone' - Castello di Frassinello - e al 
laboratorio ANTICA EDILIZIA 
dove l'artigiano GianMaria Sabatini scolpisce 
che custodisce il segreto della bontà dei vini del territorio

domenica 17 aprile 2016

CASE-MUSEO in Monferrato

Per tanti anni, l'artista di fama internazionale ENRICO COLOMBOTTO ROSSO ha vissuto a Camino (qui). Persona di straordinaria generosità con i propri 'vicini di casa', ai quali ha dedicato - anche regalato! - moltissime opere, abitava insieme a tantissimi gatti in una casa in cui accoglieva gli amici, tantissimi!, e che era anche il suo atelier. In tutta la vita ha sempre lavorato molto intensamente, dipingendo tutto il giorno fin dal mattino presto e riordinando gli innumerevoli pezzi della propria immensa collezione di memorabilia. Una dimora che ora è la casa-museo, gestita dalla Fondazione Colombotto Rosso e aperta al pubblico in alcune giornate dell'anno. Parte della raccolta di oggetti e molte opere di Enrico Colombotto Rosso sono conservate al DEPOSITO MUSEALE e al MUSEO DEI GIOCATTOLI di Pontestura e nelle 'segrete' di Villa Vidua a Conzano.
La Wunderkammer nella dimora di famiglia, un gioiello d'architettura incastonato al centro dell'antico borgo monferrino, testimonia anche dei viaggi del conte Carlo Vidua, che nei primi decenni dell'Ottocento ha esplorato tutto il mondo, il "Vecchio", l'Europa e la Russia, e il vicino e lontano Oriente, Siria, Terra Santa ed Egitto fino alla Cina e all'Indocina, e nel "Nuovo Mondo", l'America. 


A Pontestura vive AURELIO STORGATO, maestro artigiano che ha realizzato stupendi oggetti d'arte orafa e scultore del legno capace di vedere l'anima di rami e tronchi che trova nei boschi e sulle rive del Po ed anima dando vita a figure di animali e personaggi fantastici. Anche un collezionista d'antiquariato, in una depandance della propria casa Aurelio Storgato ha allestito un MUSEO DELLA STUFA ANTICA.



Nella propria dimora, PALAZZO LABAR a Villadeati, l'artista messinese Pietro La Barbiera espone le sue opere e ha allestito un laboratorio di incisione in cui sono in mostra una serie di spettacolari torchi d'epoca.



Al castello di Bergamasco, un complesso domiciliare rurale antichissimo nel 1662 trasformato in maniero residenziale, dimora di CARLO LEVA, che ha adibito un’ala del palazzo a casa-museo dove mostra la propria collezione di costumi, accessori e ricordi della propria professione di scenografo cinematografico. Leva ebbe infatti ruolo fondamentale nella realizzazione dei film western di Sergio Leone, esperienze di cui conserva memoria in tanti oggetti e foto, anche una che lo ritrae accanto a Buffalo Bill.